“Buongiorno chiamo per conto di Comxxx, oggi le capiterà qualcosa di brutto se non paga le rate”.
Certo si tratta di storie di ordinaria quotidianità, alle quali stiamo abituandoci e che descrivono un paese in crisi, ma questa volta si è superato ogni limite. Sia per il tono sia perché il destinatario della telefonata era un soggetto diverso dal debitore !
La denuncia è del Codacons che lancia una “crociata” contro i metodi aggressivi che sconfinano in vere e proprie minacce.
“Le capiterà qualcosa di brutto” ha un significato a dir poco inquietante.
Non è possibile umiliare impunemente chi si trova in difficoltà economica – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – anche perché i truffatori non si lasciano certo intimidire.
Per comprendere la portata del fenomeno, alzi la mano chi non è mai stato tartassato dalle società finanziarie o di recupero crediti.
La vita diventa un inferno, telefonate ad ogni ora del giorno ed anche della notte, addirittura ricevute da vicini di casa, parenti o sul posto del lavoro.
Ma che si arrivasse a rivolgere minacce in perfetto stile “mafioso” è qualcosa di intollerabile.
Del resto riceviamo segnalazioni, soprattutto da parte di anziani in difficoltà, che diventano bersaglio di questi metodi vergognosi.
Aggrediti al telefono con urla e minacce tali da sconvolgerli.
Non ci si limita a ricordare l’esistenza di un debito ma si minacciano azioni estreme quanto fantasiose (perché irrealizzabili) ma capaci di intimidire i destinatari delle telefonate lasciandoli in un pericoloso stato d’ansia e d’agitazione.
Abbiamo provveduto a richiedere l’intervento del Garante – afferma Di Lieto – oltre a denunciare le minacce ricevute, dopo aver identificato il soggetto che le ha profferite.
Riteniamo, infatti, che ci sia una evidente violazione della privacy specie quando viene resa di dominio pubblico una situazione debitoria.
Il Codacons ricorda come il nostro ordinamento vieti tutte le pratiche invasive, lesive del diritto alla riservatezza e della dignità personale – continua Di Lieto – a prescindere se il comportamento sia posto in essere da un centralinista, dal direttore di una banca o da un addetto al recupero credito.
Così come sono vietate le telefonate che provengono da numeri anonimi, quelle effettuate da voci registrate, le minacce di pignoramento, di sequestro o di effettuare segnalazioni pregiudizievoli.
Inoltre – proseguono dal Codacons – chi chiama deve sempre presentarsi ed accertarsi di parlare con l’effettivo debitore, per evitare di rendere pubbliche vicende personali.
Sono vietate, inoltre, le chiamate effettuate in qualsiasi momento e con insistenza.
Confidiamo in un durissima sanzione da parte del Garante e, in attesa delle determinazioni dell’Ufficio di Procura per quanto attiene le minacce, invitiamo – conclude la nota del Codacons – i Cittadini a difendersi e segnalare le aggressioni telefoniche.