A Diamante si è acceso un forte scontro politico incentrato sull’abbattimento di alcuni alberi di Ailanto in via Cristoforo Colombo, nell’area della scalinata tra Largo Savonarola e Marina Piccola, un caso che ha visto contrapposti i consiglieri di minoranza e l’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Ordine. Il consigliere di opposizione Antonio Cauteruccio ha attaccato duramente il sindaco accusandolo di aver smentito il suo stesso vicesindaco Simone Sollazzo, il quale sui social aveva inizialmente definito l’abbattimento una cosa terribile e l’aveva collegato alle lamentele del titolare di un locale vicino per motivi di visuale, salvo poi ritrattare. Cauteruccio ha definito l’intervento del primo cittadino vago e lacunoso, evidenziando che il Piano Comunale del Verde Urbano già considerava la pianta come indesiderabile e sottolineando come l’adesione del Comune alla Carta Europea del Turismo Sostenibile avrebbe dovuto comportare una compensazione ecologica con la piantumazione di nuovi alberi, elemento su cui il sindaco ha taciuto. Il consigliere ha sollevato inoltre pesanti interrogativi di natura amministrativa e tecnica, domandandosi con quale titolo gli operai comunali fossero intervenuti su un suolo privato sottoposto a vincolo paesaggistico, se esistesse una nota dell’ufficio tecnico attestante un reale pericolo di crollo per il muro di contenimento e se una semplice perizia agronomica potesse scavalcare le autorizzazioni previste dal DPR trentuno del duemilaiciassette per le aree vincolate, concludendo con una critica sulla gestione complessiva del territorio che versava in stato di abbandono. Non si è fatta attendere la replica del sindaco Achille Ordine. Con una ferma posizione pubblica a difesa dell’operato dell’amministrazione il primo cittadino ha inteso «riportare il confronto sul terreno dei fatti e respingere quelle che ha ritenuto letture distorte della realtà». Il Sindaco ha chiarito subito la natura dell’intervento spiegando che gli alberi oggetto dell’intervento appartengono alla specie Ailanto, conosciuta anche come Albero del Paradiso, e che si tratta di una specie inserita nell’elenco europeo delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale ai sensi del Regolamento UE undici quarantatré del duemilaquattordici e della normativa nazionale di recepimento, aggiungendo testualmente che “non parliamo quindi di una scelta discrezionale o estetica. Parliamo di una specie per la quale esistono obblighi di contenimento e, in molti casi, di eradicazione, proprio per il forte impatto sugli ecosistemi e per i danni che può generare anche sulle infrastrutture”. Continuando la sua disamina tecnica, Ordine ha precisato che l’Ailanto viene considerata come una specie aliena invasiva ad alto impatto negativo posto che la sua “proliferazione incontrollata non solo danneggia gli ecosistemi locali e le attività economiche, ma rappresenta un concreto pericolo per l’incolumità e la salute umana, costituendo un habitat ideale per la diffusione di insetti e animali nocivi”. In merito alla pianificazione dell’intervento e alle motivazioni di pubblica sicurezza, il capo della giunta ha specificato che le operazioni sono state supportate da una relazione agronomica che ha evidenziato una situazione di compromissione strutturale causata dall’apparato radicale, con danni evidenti al muro e rischi che non potevano essere ignorati, per poi sottolineare che “amministrare significa spesso compiere scelte che non sono immediatamente popolari ma che sono necessarie. Significa assumersi responsabilità, prevenire problemi e intervenire prima che diventino emergenze”. Il sindaco ha poi espresso forte sorpresa nel vedere come le critiche più aspre siano arrivate proprio da chi in passato ha avuto ruoli di governo del territorio, ribadendo che le decisioni non si prendono per convenienza o per consenso, ma perché supportate da atti, valutazioni tecniche e interesse pubblico, e invitando tutti a conoscere gli atti e a leggere le relazioni prima di alimentare sospetti o insinuare secondi fini. Nel rivendicare la propria linea politica e amministrativa, Ordine ha voluto marcare una netta distanza rispetto alle passate gestioni comunali dichiarando apertamente che “c’è una differenza sostanziale tra amministrare inseguendo il rumore del momento e amministrare assumendosi il peso delle decisioni. Forse qualcuno, in passato, era abituato a navigare a vista. Noi crediamo che governare significhi avere una rotta, ascoltare, spiegare e prendere decisioni quando servono. Anche quando sono difficili. Soprattutto quando servono per lasciare il territorio più sicuro, più curato e più forte di come lo abbiamo trovato”. Nella polemica si è inserito in modo tagliente anche l’altro consigliere di minoranza, Pino Pascale, che ha parlato apertamente di culto della menzogna e ha contestato l’efficacia stessa delle modalità di intervento, ricordando che la rimozione manuale dell’Ailanto è utile solo negli stadi giovanili, mentre sugli esemplari sviluppati rischia di essere inefficace e persino pericolosa. Pascale ha spostato l’attenzione anche sulla sicurezza sul lavoro, chiedendosi per quale motivo gli operai comunali avessero operato senza i necessari dispositivi di protezione individuale se, come sostenuto dal sindaco, il taglio di questa pianta costituiva un’emergenza ambientale paragonabile a quella dell’amianto. Il consigliere di opposizione ha invitato infine il sindaco a non nascondersi dietro la citazione di regolamenti europei e a non sottovalutare le prime dichiarazioni del vicesindaco Sollazzo, rilanciando il sospetto che l’abbattimento fosse stato eseguito per favorire un locale pubblico appartenente ad amici della maggioranza desiderosi di liberare la visuale panoramica sull’isola, evidenziando come la presunta pericolosità della pianta non fosse stata considerata con la stessa urgenza in altre zone del territorio comunale.

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