Riceviamo e pubblichiamo: «Ve lo ricordate il giovane Marco Raffo? Sì, proprio lui: il ragazzo partito da Belvedere Marittimo con una valigia piena di sogni e una giacca da chef ancora troppo grande per la sua età. Qualche tempo fa vi abbiamo raccontato di come, con umiltà e determinazione, fosse riuscito a entrare in una delle cucine più prestigiose d’Italia, conquistando il rispetto e l’affetto di un’intera brigata.
Una storia che già allora sembrava straordinaria… e invece era solo l’inizio. Dopo due anni intensi, fatti di sacrifici, crescita personale e professionale, Marco ha deciso di fare qualcosa che in pochi avrebbero avuto il coraggio di fare: lasciare un posto sicuro, importante, ambito da molti, per inseguire ancora una volta la sua voglia di imparare. “Mi hanno dato del pazzo”, racconta sorridendo, con quella luce negli occhi che appartiene solo a chi non ha paura del nuovo. Ma dentro di sé sapeva che non poteva fermarsi lì. Negli ultimi mesi prima di partire, Marco ha messo insieme studio dell’inglese, preparazione mentale, affrontando la stanchezza del lavoro e la pressione del cambiamento. Ma con testardaggine e passione ha superato ogni dubbio. Perché quando un sogno chiama, lui risponde sempre.

Oggi si trova in Slovenia, in una delle cucine più iconiche del mondo: Hisa Franko, ristorante tre stelle Michelin guidato dalla chef Ana Roš, recentemente premiata come seconda miglior chef al mondo e dalla sua executive chef, Yvonne Simon. Un luogo dove innovazione e tradizione si incontrano, dove ogni piatto nasce dal territorio — montagne, fiumi, prati — e si trasforma in un racconto. La cucina di Hisa Franko è un viaggio sensoriale: selvaggina, erbe spontanee, fermentazioni, sapori autentici reinterpretati con tecnica e creatività. Un laboratorio di idee, natura e coraggio culinario. Marco è lì da soli tre mesi, ma ha già lasciato il segno. Ha superato brillantemente il periodo di prova, mostrando quella combinazione di dedizione e genuinità che lo caratterizza da sempre. La chef, colpita dal suo modo di lavorare, gli ha detto chiaramente di avere una bellissima attitudine, quella che non si insegna e che fa la differenza nelle cucine di alto livello. Ed è anche grazie a questo che gli è stato offerto un contratto stabile, che lo terrà in Slovenia finché lui sentirà di aver raccolto tutto ciò che questo luogo può insegnargli. E questo, per Marco, è solo carburante per continuare a crescere.
“Ho ancora fame”, dice. Fame di conoscenza, di esperienze, di vita. Fame di diventare ogni giorno un cuoco migliore e un uomo più completo.

E così, il ragazzo che abbiamo imparato a conoscere continua il suo viaggio. Con la stessa umiltà di sempre, la stessa determinazione, la stessa voglia di sorprendere e sorprendersi. La strada è lunga, certo. Ma lui è pronto a percorrerla tutta. Perché la sua storia, proprio come la sua fame, non si fermerà qui».

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