Una vicenda dolorosa e dai contorni inquietanti scuote l’alto Tirreno cosentino, dove una giornata già segnata dal trauma di un incidente domestico si è trasformata in un vero e proprio incubo per un’anziana donna e per la sua famiglia. Oltre alle precarie condizioni di salute dovute a una brutta caduta, la vittima si è trovata privata del suo bene più prezioso, la fede nuziale portata al dito per un’intera vita, sfilata con una violenza tale da lasciarle un vistoso e doloroso segno sulla pelle. Sull’episodio, che ha suscitato profonda indignazione, è stata presentata una formale denuncia per furto aggravato, dando il via a indagini serrate per fare luce su quello che appare come un odioso sciacallaggio ai danni di una persona fragile e indifesa. Tutto ha inizio quando l’anziana donna cade accidentalmente all’interno della propria abitazione. Immediatamente scattano i soccorsi e l’anziana viene trasporta la paziente al pronto soccorso di un ospedale della provincia cosentina per le prime cure. Considerata la delicatezza della situazione e la necessità di svolgere accertamenti diagnostici più approfonditi, i medici dispongono il trasferimento della donna. Dopo aver eseguito gli esami specialistici necessari, l’anziana viene ricondotta in ambulanza nel nosocomio paolano, dove rimane sotto osservazione fino alle prime ore della sera, quando i sanitari firmano le dimissioni. A quel punto la famiglia si affida a un servizio di ambulanza per garantire alla congiunta un rientro a casa confortevole e protetto. È proprio nel calore delle mura domestiche, mentre i parenti la assistono nelle operazioni di sistemazione, che emerge la terribile verità. Guardando le mani dell’anziana, i familiari notano immediatamente qualcosa di anomalo: l’anello d’oro che non aveva mai abbandonato quel dito per decenni è misteriosamente scomparso. Ma il dettaglio più agghiacciante è lo stato dell’anulare sinistro, segnato da una vistosa ecchimosi, un livido scuro e gonfio che testimonia in modo inequivocabile l’uso della forza. Qualcuno ha fatto pressione e ha tirato con violenza il monile per strapparlo dal dito della donna, approfittando del suo stato di vulnerabilità e della confusione dei vari trasferimenti sanitari. Di fronte a una simile scoperta, il dolore per il valore affettivo e simbolico dell’anello si unisce alla rabbia per la violenza subita. Il parente e tutore legale della donna si è recato immediatamente dai carabinieri della compagnia di Scalea, guidati dal capitano Alessandro Francesco Senatore, per sporgere una formale denuncia. Gli atti sono stati trasmessi alla procura della Repubblica di Paola, che ha aperto un fascicolo d’indagine ipotizzando il reato di furto aggravato. Secondo quanto ricostruito nella querela, il sospetto principale è che la fede nuziale sia stata sottratta durante le ore in cui la paziente si trovava all’interno della struttura ospedaliera o nel corso dei successivi spostamenti tra i vari reparti e ambulatori. Al momento il procedimento è a carico di ignoti e non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati, ma i militari dell’arma hanno già avviato i primi accertamenti per ricostruire con esattezza la catena dei trasferimenti e identificare tutto il personale, sanitario e non, che è entrato in contatto con l’anziana durante la sua permanenza in ospedale. Saranno vagliate le testimonianze, i registri d’ingresso e ogni elemento utile a dare un nome e un volto all’autore di un gesto così vile, perpetrato ai danni di chi si era affidata alle strutture pubbliche per essere curata e protetta.

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