Il Comune di Cetraro scende in campo contro la criminalità organizzata, formalizzando la costituzione di parte civile nel maxi-processo che vede alla sbarra 21 imputati accusati di associazione mafiosa e numerosi reati aggravati. La decisione, deliberata dalla giunta guidata dal sindaco Giuseppe Aieta, mira a tutelare la comunità locale e a richiedere il risarcimento per i danni d’immagine e socio-economici inferti dalle attività del clan. Il procedimento, radicato presso il Tribunale di Catanzaro, scaturisce da un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia che ha delineato il profilo di una nuova consorteria criminale attiva tra Cetraro e la costa tirrenica cosentina. Secondo l’impianto accusatorio della DDA, al vertice della struttura figurerebbe Giuseppe Scornaienchi, arrestato nelle scorse settimane con l’accusa di essere il promotore e coordinatore delle attività illecite sul territorio. Agli imputati vengono contestati, a vario titolo, l’associazione di stampo mafioso, estorsioni, rapine, danneggiamenti e la detenzione illegale di armi, tutti commessi con l’aggravante del metodo mafioso per soffocare il tessuto economico locale. L’amministrazione comunale, ritenendo di aver subito un pregiudizio diretto sul piano sociale e istituzionale, ha già dato mandato a un legale per rappresentare l’ente nell’udienza preliminare fissata per il prossimo 20 marzo.




































