La Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro comunica che, in data 15 gennaio 2026, i militari del Servizio Centrale I.C.O. e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno eseguito un decreto di sequestro emesso dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione.

Il provvedimento riguarda 22 unità immobiliari e 10 appezzamenti di terreno, per un valore complessivo superiore a 7 milioni di euro, ritenuti direttamente o indirettamente riconducibili a un soggetto classificato come persona a pericolosità sociale qualificata e comune, ai sensi del d.lgs. 159/2011, e indiziato di appartenenza ad associazione mafiosa ex art. 416-bis c.p. Il destinatario del sequestro era già stato coinvolto nel 2017 nell’operazione “Jonny”, che colpì la cosca Arena di Isola Capo Rizzuto (KR).
Le indagini hanno ricostruito il ruolo dell’uomo come legale rappresentante di un’associazione riconosciuta, al centro di un sistema fraudolento che avrebbe permesso la distrazione di ingenti fondi pubblici destinati al servizio mensa del Centro di Accoglienza per Migranti “Sant’Anna”, poi in parte dirottati a beneficio del sodalizio mafioso.

La condanna in appello e gli esiti delle indagini patrimoniali

Recentemente, la Corte d’Appello di Catanzaro, in sede di giudizio di rinvio, ha condannato il proposto a 8 anni di reclusione, riconoscendone l’intraneità alla cosca Arena, la responsabilità per truffa e il trasferimento fraudolento di valori. Parallelamente, le indagini economico‑patrimoniali condotte dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza e dal Servizio Centrale I.C.O., sotto il coordinamento della DDA, hanno evidenziato sufficienti indizi sulla provenienza illecita delle risorse utilizzate per l’acquisto dei beni e una marcata sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio accumulato. Gli accertamenti hanno già portato, in precedenza, a sequestri per oltre 9 milioni di euro nei confronti di altri soggetti coinvolti nella stessa indagine. Il sequestro è stato disposto ai sensi dell’art. 20 del Codice Antimafia ed è provvisorio.
Seguirà il contraddittorio davanti al Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione, che dovrà verificare la sussistenza dei presupposti per l’eventuale confisca definitiva.

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