Sono trascorsi oramai 4 lunghi mesi dalla pubblicazione del Decreto nr. 154/2018 D.C.A. che ha dato il via libera all’assunzione di ben 1.253 unità a tempo indeterminato. Una piccola boccata d’ossigeno per le strutture sanitarie calabresi, drammaticamente a corto di personale.

 

Eppure le ASP insieme ai Direttori Generali traccheggiano.
Certo che i vertici delle Aziende Sanitarie – tra bilanci in profondo rosso e le vicende surreali che ci consegnano le cronache – hanno ben altro cui pensare.


Intanto le strutture pubbliche in Calabria sono drammaticamente a corto di personale per via dei tagli alla spesa.
Non a caso la nostra regione indossa la maglia nera nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza.
Forse con l’immissione in servizio di oltre 1200 professionisti si potrebbero alleviare, anche se in piccola parte, le attese negli ospedali e rendere più efficienti i servizi a chi soffre, ma anche a chi li eroga, tra mille difficoltà e spesso con turni disumani.
Purtroppo in Calabria la sanità continua ad essere il “bancomat” sia della politica – sostiene francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – che della criminalità, per come sembrerebbe emergere dalle vecchie e nuove inchieste giudiziarie.


Per quanto riguarda gli Operatori Socio Sanitario, da tempo il Codacons insiste nella richiesta di attingere immediatamente dalle graduatorie degli idonei dei Concorsi pubblici già espletato.
Invece la ASP Catanzaro, ad esempio, preferisce bandire nuovi concorsi (Delibera 708/DG del 31 ottobre scorso) mentre la ASP di Cosenza e Cosenza attendono, mentre i casi di “malasanità” sono all’ordine del giorno.
Il Codacons chiede all’ASP di Catanzaro di annullare la delibera ed attingere dai vincitori di concorsi già effettuati.
In questo modo si mortificano migliaia di persone, che avendo superato un concorso pubblico, attendono da tempo immemorabile una chiamata. Ed invece la risposta delle ASP è quella di indire nuovi concorsi per creare nuovi “schiavi del voto”.
Anche per questo motivo l’Associazione preannuncia il deposito di un esposto in procura affinchè vengano accertate tutte le omissioni che impediscono l’assunzione di tantissimi lavoratori in una regione atavicamente affamata di lavoro e con servizi erogati inaccettabili.
Negare alle strutture sanitarie l’immissione in servizio di tanti professionisti – continua Di Lieto – è francamente inaccettabile sia perché mortifica chi risulta vincitore di concorso, ma anche perchè l’unica spiegazione che riusciamo a dare a questo drammatico disinteresse, è indissolubilmente legata alla prossima tornata elettorale.
Non a caso bandire concorsi consente di creare consenso, formare nuovi “schiavi” pronti a tutto per inseguire il miraggio della vittoria di un concorso pubblico.