BELVEDERE MARITTIMO- Riceviamo e pubblichiamo: «Come gruppo consiliare “Futura” abbiamo scelto di attendere qualche giorno prima di intervenire pubblicamente, nel rispetto del dramma che le famiglie di località San Nicola stanno vivendo e per evitare che il dolore di queste ore venisse sovrapposto a polemiche politiche.
Esprimiamo, innanzitutto, piena e sincera solidarietà alle famiglie evacuate. Essere costretti a lasciare la propria casa è un trauma profondo, umano prima ancora che materiale. A loro va la nostra vicinanza e l’impegno a non lasciare che questa vicenda si riduca a una parentesi emergenziale.
Non possiamo limitarci a commentare ogni evento come eccezionale. Nessuno intende negare la portata anomala degli eventi atmosferici che stiamo vivendo. In pochi giorni è caduta una quantità d’acqua pari a quella che normalmente si registra in mesi, se non in un intero anno.
Ma proprio per questo dobbiamo essere chiari: un territorio monitorato, manutenuto e interessato da interventi strutturali di mitigazione del rischio regge meglio all’impatto di eventi estremi rispetto a un territorio lasciato nell’incuria.
In molte contrade collinari del nostro Comune esistono condizioni di instabilità note da tempo. Il dissesto idrogeologico non è un’eccezione: è una caratteristica strutturale del nostro territorio. E quando il rischio è noto, la politica ha il dovere della prevenzione e della programmazione.
In questi anni si è troppo spesso intervenuti in emergenza e senza un disegno complessivo. Ma la sicurezza non può essere affidata all’improvvisazione. Serve una visione.
E qui si apre un punto fondamentale: Belvedere Marittimo non ha ancora approvato il Piano Strutturale Comunale.
Eppure, come gruppo consiliare Futura, e grazie all’impegno del suo rappresentante in Giunta, eravamo riusciti, dopo anni di immobilismo, a portare in Consiglio comunale il documento preliminare del Piano Strutturale Comunale, iniziativa fondamentale per dare avvio all’iter di pianificazione del nostro territorio. Purtroppo, quell’atto è stato ostacolato e bloccato da logiche di parte e da interessi privatis¬tici che, in più occasioni, hanno portato la maggioranza a respingere o a non calendarizzare nemmeno la discussione in aula.
Bocciando il documento preliminare al PSC, l’Amministrazione Cascini ha perso un’occasione preziosa per avviare finalmente un percorso serio e strutturato di tutela del territorio, di messa in sicurezza delle aree più fragili e di contrasto agli effetti del cambiamento climatico.
Questo è un dato politico e amministrativo che non possiamo ignorare.
Senza un PSC adottato e approvato, il Comune è privo dello strumento cardine di governo del territorio. Significa non avere una cornice aggiornata entro cui integrare le carte del rischio idrogeologico, orientare le scelte urbanistiche, limitare nuove edificazioni nelle aree vulnerabili, programmare interventi strutturali di mitigazione.
Per questo chiediamo con forza che:
- si avvii immediatamente e con trasparenza l’iter per la redazione e l’approvazione del documento preliminare del Piano Strutturale Comunale;
- si integri fin da subito il tema del dissesto idrogeologico come asse prioritario del nuovo strumento urbanistico;
Non possiamo più permetterci di governare il territorio senza uno strumento così fondamentale. Ogni rinvio aumenta la vulnerabilità e alimenta una gestione frammentaria delle criticità.
Non possiamo più aspettare. Non possiamo più cedere alla logica semplicistica del “più cemento uguale più sviluppo”, né tollerare un’idea di crescita fondata sul consumo di suolo e sul cemento senza regole.
Lo sviluppo vero non si misura in metri cubi edificati, ma nella capacità di garantire sicurezza, qualità urbana, tutela ambientale e futuro alle nuove generazioni.
Chiediamo quindi che il Consiglio comunale apra una discussione organica sullo stato del territorio, che venga presentato un quadro aggiornato delle aree a rischio, che si definisca un cronoprogramma chiaro degli interventi di mitigazione e che si acceleri ogni percorso utile per l’approvazione del Piano Strutturale Comunale.
Le frane non sono eventi improvvisi o imprevedibili: maturano lentamente, giorno dopo giorno, sotto i nostri occhi. Allo stesso modo, anche l’assenza di pianificazione non nasce per caso: è il risultato di scelte rinviate, strumenti non adottati, decisioni non assunte.
Come minoranza non intendiamo fare polemica, ma esercitare il nostro ruolo di stimolo e controllo. La sicurezza dei cittadini non è un tema di maggioranza o minoranza: è una responsabilità condivisa.
Oggi esprimiamo solidarietà. Domani dobbiamo garantire prevenzione. E per farlo servono scelte politiche chiare, strumenti adeguati e tempi certi».
Gruppo Consiliare “Futura”
Eugenio Greco – Filippo Perrone – Giovanni Martucci
































