Riceviamo e pubblichiamo: «C’è un’aria di surreale affanno, o forse di calcolato disinteresse per la trasparenza, negli uffici comunali di Santa Maria del Cedro. L’appuntamento è per lunedì 1 giugno 2026, alle 10:00. Il Consiglio Comunale, convocato in sessione straordinaria, dovrà esaminare quattro punti all’ordine del giorno. Ma il vero nodo politico non è tanto ciò che si discute, quanto il come e quando.
La strategia dell’ora scomoda e del preavviso ridotto
L’amministrazione guidata dal sindaco Avv. Ugo Vetere sembra aver fatto della programmazione in salita una cifra stilistica. Non è un caso isolato: già il 27 maggio, la conferenza dei capigruppo era stata convocata per venerdì 29 maggio alle 11:00, con soli due giorni di preavviso. Ora, il Consiglio del 1° giugno arriva a strettissimo giro, con la documentazione depositata solo dal 29 maggio alle 12:00, come da prassi, ma in piena estate nascente.
L’orario scelto – le 10:00 di un lunedì lavorativo – è il più improbabile per chiunque abbia un impiego, una famiglia o semplicemente voglia di partecipare. Il sospetto, amaro ma ormai diffuso tra i cittadini, è che l’obiettivo sia proprio quello di ridurre al minimo la presenza fisica in aula e, soprattutto, l’attenzione pubblica. Lo streaming? Assente o di fatto inaccessibile. La democrazia partecipativa, così, si sgretola in nome di una fretta che non ha alcuna giustificazione oggettiva. Nessuna delle questioni all’ordine del giorno presenta caratteri di tale urgenza da giustificare una corsa contro il tempo. Si ha l’impressione che il sindaco Vetere, forse con agende meno piene di quelle dei consiglieri, imponga ritmi che altri non possono sostenere. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un consiglio comunale che, per i cittadini, è di fatto fantasma – non perché manchi il numero legale, ma perché mancano le condizioni minime per seguirlo, parteciparlo, comprenderlo. Esclusi volutamente.
Il vicesindaco assenteista: Stefano Adduci, dove sei?
Tra le tante stranezze di questa consiliatura, spicca la figura del vicesindaco Stefano Adduci. Dai documenti e dalle cronache delle sedute di Giunta emerge un dato eloquente: per circa l’80% delle delibere di Giunta, Adduci risulta non partecipante. O non frequenta il comune, o quando frequenta non partecipa al voto. In entrambi i casi, è un fatto politico di non poco conto. Perché un vicesindaco dovrebbe sottrarsi sistematicamente alle scelte dell’esecutivo che contribuisce a guidare? Forse per non associare il proprio nome ad atti discutibili? O più semplicemente perché il ruolo è solo formale? I cittadini hanno diritto a una risposta. E, visto quanto emerso, forse il vicesindaco fa bene a tenersi alla larga.
Punto 1 – La Commissione di Vigilanza: Vetere boccia i suggerimenti
Si apre con il punto dedicato al Regolamento per la Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo (C.C.V.L.P.S.). L’opposizione aveva portato osservazioni tecniche non banali, inizialmente ritenute valide anche dai tecnici: termini di 30 giorni troppo stringenti per i periodi di punta (con rischio paralisi estiva), assenza di un costo.certo per i sopralluoghi (che potrebbe generare contenziosi) e una pericolosa sovrapposizione con le Linee guida “Safety & Security” per i grandi eventi. Suggerimenti ragionevoli: alzare a 45 giorni i termini per i nuovi locali, prevedere una tabella spese fisse, formare il personale. E invece? Il sindaco Vetere ha bocciato ogni modifica, senza degnare di una replica le critiche. “Si approvi così com’è”, la sostanza del messaggio. Peccato, perché il regolamento approvato rischia di rivelarsi farraginoso e fonte di disparità applicative.Punto 2 – La variazione di bilancio “postuma”: un atto dai contorni opachi..È il nodo più spinoso. La Giunta ha approvato in via d’urgenza una variazione di bilancio il 27 aprile 2026 (delibera n. 53). La ratifica arriva ora in Consiglio, il 1° giugno. Fin qui, nulla di strano: l’art. 175 del TUEL lo consente. Ma i documenti allegati rivelano anomalie inquietanti. La delibera di Giunta è del 27/04/2026. Tuttavia, il certificato di pubblicazione all’albo pretorio online risulta datato 29/04/2026. Più grave: i pareri di regolarità tecnica e contabile (ex art. 49 del TUEL) sono stati acquisiti successivamente alla delibera stessa. Un parere postumo, infatti, non è un parere preventivo, ma un atto nullo, che inficia l’intera procedura. La variazione sembra costruita a posteriori, come un “falso fatto male”. A nostro avviso, la delibera di Giunta n. 53/2026 è viziata da illegittimità per violazione dell’art. 49 del D.Lgs. 267/2000, con conseguente nullità dell’atto. Il Consiglio ratifica un provvedimento già zoppo. E non è tutto. Tra le voci di spesa salta agli occhi un finanziamento di 390.000 euro (dal PNRR “Scuola e Competenze”) per arredi didattici innovativi per la fascia 0-6 anni. Abbiamo chiesto, senza ricevere risposta: in circa 100 metri quadri di locali, dove li mettiamo 390mila euro di arredi? Sono arredi d’oro? E ancora: perché questa variazione non è stata inserita nel bilancio di previsione approvato il 1° aprile 2026, visto che tutti i finanziamenti qui elencati (Conto Termico, GAL, Risorse in Comune) erano già noti e ben precedenti? La risposta è il silenzio. Poi c’è il capitolo “Taxi Sociale” da 321.373,99 euro con il GAL. Abbiamo chiesto chiarimenti: quei mezzi sono di proprietà comunale o degli assegnatari? Chi paga bollo, assicurazione e manutenzione? Ci è stato risposto che “c’è una convenzione che spiega tutto”. Peccato che quella convenzione non sia stata mai trasmessa ai consiglieri. Attendiamo di leggerla, ma l’evidente mancanza di trasparenza su un progetto così corposo è già di per sé inaccettabile. Punto 3 – Parcheggi: nuove tariffe senza coperturaL’amministrazione propone la modifica del regolamento parcheggi, inserendo l’art. 5-bis per “tariffe straordinarie in occasione di grandi eventi”. L’obiezione di fondo è elementare: non si può modificare una tariffa senza prima quantificare le maggiori entrate previste e, conseguentemente, approvare una variazione di bilancio in aumento. La Giunta, invece, vuole prima il regolamento e poi, chissà, un’eventuale variazione. L’esatto contrario di una sana gestione finanziaria. Punto 4 – Gestione parcheggi alla Municipalizzata: part-time e costi sottostimatiUltimo atto: affidare la gestione dei parcheggi a pagamento zona mare alla “Municipalizzata Servizi Srl”. Previste 9 addetti part-time a 4 ore per due mesi. Costo dichiarato: 22.000 euro IVA inclusa. Abbiamo fatto due conti: a occhio, per 19 stipendi (9 persone per 2 mesi) servirebbero almeno 23.000 euro più IVA solo per i lordi. I 22.000 non coprono nemmeno i minimi, figuriamoci TFR, INPS, INAIL e gestione paghe.Il risultato? Un danno deliberato ai danni della stessa partecipata, che dovrà accollarsi i maggiori costi. Una manovra che sembra studiata per “accontentare più elettori” con contratti part-time, scaricando sulla municipalizzata il passivo. Alla nostra richiesta di rivedere i conti, la maggioranza ha risposto votando compatta. Silenzio assoluto.Un’assenza pesante: i 2,4 milioni di BOC in scadenzaEppure, c’è un tema che in quest’aula nessuno ha voluto affrontare. Oggi stesso, il comune di Santa Maria del Cedro vedrà addebitati circa 2.400.000 euro relativi ai BOC – una sorta di finanziamento obbligazionario comunale – in scadenza. Una cifra enorme per un ente con le casse già in sofferenza. Nei prossimi giorni, salvo entrate impreviste (e non se ne vedono all’orizzonte), il comune dovrà necessariamente ricorrere all’anticipazione di tesoreria. Di questo – della scure che si abbatte sulle finanze cittadine – neanche una parola nel corso della seduta. Nessuna proposta, nessuna comunicazione, nessuna variazione di bilancio per farvi fronte. Solo il silenzio imbarazzato di chi spera che il problema si risolva da solo. O che i cittadini non se ne accorgano. Santa Maria del Cedro merita un Consiglio Comunale che non tema la luce del mezzogiorno, né gli occhi dei cittadini. Quello del 1° giugno rischia di essere l’ennesima occasione mancata. O forse, volutamente, un altro atto di una democrazia soltanto formale – mentre i conti non tornano, le scadenze incombono e la partecipazione popolare viene sistematicamente esclusa. L’amministrazione Vetere continui pure a convocare consigli ad orari impossibili, a tacere sui debiti e a ratificare delibere dai pareri postumi. Ma i cittadini, prima o poi, tireranno le somme. E non sarà una bella mattina»


































