COSENZA – 19 novembre 2018 – I militari della Stazione Carabinieri Forestale di Scalea hanno posto sotto sequestro un’area di 14.000 metri quadri in località “Petrosa” di Scalea. Durante una serie di controlli si è accertata all’interno dell’area la presenza di uno sbancamento ed all’interno del cantiere erano depositati cumuli di terreno, rocce da scavo e travi in cemento precompresso.

Dagli accertamenti effettuati nel tempo è emerso che l’area in questione era sottoposta a vincolo paesaggistico e che non è stata rilasciata alcuna autorizzazione per il deposito temporaneo del materiale rinvenuto. Lo sbancamento, nonostante fosse stato autorizzato, era stato effettuato su una superficie maggiore di quanto autorizzata e una parte di quest’area sbancata è stata riempita e livellata senza essere autorizzata.

Durante il controllo sono stati rinvenuti all’interno dell’area, oltre ai cumuli di terre e rocce da scavo, cumuli di rifiuti provenienti da demolizioni edili, pezzi di cemento, resti di piastrelle, materiale plastico vario, resti di imbarcazione, secchi di pittura, sacchetti di immondizia, materassi, residui vegetali. Inoltre si è accertato che la destinazione attuale del suolo non è conforme con il vigente PSC, perché l’area è destinata ad ambito urbanizzato residenziale e intervento diretto per cui per tali opere era necessario il permesso a costruire.

Pertanto si è proceduto al sequestro penale dell’area sbancata contestando  al vecchio proprietario del terreno e titolare di concessione edile il reato di “Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazione essenziale, opere eseguite in assenza di autorizzazione in difformità da essa, distruzione o deturpamento di bellezze naturali”, mentre all’amministratore unico della società quale intestataria del terreno, è stato contestato il reato di “attività di gestione di rifiuti non autorizzata”.