SCALEA- Il dibattito politico a Scalea si infiamma in seguito all’approvazione del bilancio di previsione 2026/2028, un documento che la minoranza consiliare non esita a definire un capolavoro di fantasia contabile. Al centro della polemica non c’è solo la gestione tecnica dei numeri, ma una visione politica che, secondo gli oppositori, starebbe riportando la città verso una precarietà finanziaria che sembrava ormai superata dopo gli anni bui del piano di riequilibrio. Le critiche mosse da Scalea Oltre sono circostanziate e partono dai rilievi sollevati dallo stesso revisore dei conti. I dati descrivono una situazione preoccupante: una riscossione ferma a una soglia minima del dieci per cento e la previsione di entrate definite prive di una reale copertura. Manca, secondo l’opposizione, una strategia concreta per il recupero dei crediti e una lotta incisiva all’evasione fiscale, elementi che rendono il documento programmatico fragile e privo di basi solide. Oltre all’aspetto puramente economico, l’attacco si sposta sull’efficacia dell’azione amministrativa. Viene contestata l’attribuzione di alcune opere pubbliche, che la giunta attuale rivendicherebbe come proprie ma che sarebbero in realtà il risultato di programmazioni precedenti. Di contro, l’eredità dell’attuale amministrazione si tradurrebbe, agli occhi dei critici, in un aumento della pressione fiscale locale. Sotto la lente d’ingrandimento finiscono i rincari della Tari e l’adeguamento al rialzo delle tariffe per servizi essenziali come la mensa e il trasporto scolastico. Non mancano le accuse relative alla gestione urbanistica e allo sviluppo del territorio. L’opposizione lamenta la modifica di progetti giudicati innovativi, che sarebbero stati ridimensionati o bloccati per scelte politiche definite anacronistiche. A questo si aggiunge il clima di tensione con il settore produttivo, in particolare con i commercianti, che si sentirebbero vessati dalle recenti direttive sulla raccolta dei rifiuti e dalle relative minacce di sanzioni. Il voto contrario espresso in aula dai consiglieri di minoranza viene quindi motivato come un atto di responsabilità verso la cittadinanza. La richiesta che emerge dal fronte critico è quella di un cambio di rotta radicale: abbandonare le vecchie logiche di gestione e puntare su una serietà amministrativa che metta al centro il bene collettivo anziché gli interessi dei singoli gruppi di potere. Per Scalea, la sfida del prossimo triennio sembra dunque giocarsi tra la tenuta dei conti e la capacità di offrire servizi efficienti senza gravare ulteriormente sulle tasche dei contribuenti.
Di seguito le dichiarazioni del gruppo di opposizione Scalea Oltre: «Abbiamo espresso voto contrario per senso di responsabilità e rispetto verso i cittadini. Scalea non ha bisogno di illusioni, nuove tasse e vecchie logiche portate avanti dalle stesse persone che in passato hanno già causato gravi difficoltà all’ente. I conti non tornano e il bilancio presentato appare privo di una reale strategia di recupero, basandosi su entrate incerte e una riscossione quasi inesistente. La nostra città merita serietà e una visione di futuro che non rimanga ferma agli anni settanta, non un’amministrazione che si limita ad aumentare i costi dei servizi per le famiglie e a vessare i commercianti»




































