Il consiglio comunale di Guardia Piemontese, riunitosi in seduta straordinaria e urgente nella sala consiliare, è stato teatro di una dura presa di posizione da parte del gruppo di minoranza consiliare La Città del Sole, formato dai consiglieri Antonietta Giuseppina D’Angelis, Andrea Muglia e Francesco Carmelo Pietramala, i quali hanno presentato una mozione urgente ex articolo 43 del Testo Unico degli Enti Locali con richiesta di segnalazione per danno erariale in merito alla mancata e omessa gestione dei controlli ispettivi in materia assicurativa INAIL e alle relative denunce retributive, sollevando un caso politico ed economico di primissimo piano incentrato su un debito complessivo di 356.000 euro. Al centro della discussione e della contestazione dell’opposizione c’è la proposta di consiglio comunale numero 29 avente a oggetto la rateizzazione della cartella ADER per un debito INAIL pari a 66.462,19 euro, scaturito dal verbale di accertamento dell’INAIL numero 202000062 del primo febbraio 2021 emesso dalla sede di Cosenza. L’ente comunale aveva inizialmente prodotto una memoria defensiva tempestiva, registrata con protocollo numero 1362 del 3 marzo 2021, che tuttavia non era stata accolta positivamente dall’istituto, il quale aveva proceduto al recupero coattivo delle somme tramite l’Agenzia delle Entrate Riscossione notificando la cartella esattoriale e successivamente inserendola in un documento più ampio e articolato già passato all’approvazione del consiglio comunale nella seduta del 4 settembre 2025 per l’approvazione del debito fuori bilancio. L’amministrazione comunale, a seguito di una riduzione di alcune poste del documento precedente avvenuta dopo quella data, ha individuato come percorso preferibile l’estinzione del debito tramite rateizzazione diretta con l’Agenzia delle Entrate Riscossione, presentando apposita richiesta su modello RDG in data 30 settembre 2026 e ottenendo un riscontro positivo lo scorso 5 ottobre con l’approvazione di un piano di rateizzazione in 84 rate, munito dei pareri favorevoli di regolarità tecnica e contabile espressi rispettivamente dalla dottoressa Giovanna Oliverio e dalla dottoressa Tiziana Nigro. Ciononostante, la minoranza consiliare de La Città del Sole ha duramente contestato l’intera gestione della vicenda, evidenziando come la cartella inserita nella proposta di consiglio comunale faccia parte di un fascicolo molto più ampio che quantifica l’esposizione debitoria a quota 356.000 euro e puntando l’indice contro la figura del legale rappresentante dell’ente, rimasto la stessa persona fisica ininterrottamente dal 2011 e tuttora in carica, ritenuto dunque pienamente responsabile per l’intero periodo contestato. Secondo i consiglieri di opposizione, la situazione configurerebbe gli estremi del danno erariale ai sensi dell’articolo 1 della legge 20 del 1994, con obbligo di segnalazione alla Corte dei Conti per condotta omissiva e gravemente colposa, in violazione dei principi di buon andamento, economicità ed efficienza sanciti dall’articolo 97 della Costituzione. Richiamando l’articolo 12 commi 1 e 2 del Testo Unico numero 1124 del 1965, il gruppo consiliare ha sottolineato la responsabilità solidale e personale del legale rappresentante per il pagamento dei premi, delle sanzioni e degli accessori, evidenziando che il sindaco in quanto datore di lavoro obbligato alla denuncia si sarebbe trovato in un evidente conflitto di interessi avendo omesso i controlli e non adempiendo all’obbligo assicurativo. Per tutte queste ragioni, la mozione presentata dalla minoranza chiede formalmente al consiglio comunale di prendere atto del verbale ispettivo INAIL, di trasmettere immediatamente tutti gli atti e il fascicolo da 356.000 euro alla Procura Regionale della Corte dei Conti a Catanzaro per l’accertamento del danno erariale e delle responsabilità personali, di avviare un’azione di rivalsa per eventuale colpa grave nei confronti del sindaco quale legale rappresentante dal 2011 per l’intero pregiudizio economico, e di impegnare la giunta a trasmettere la formale denuncia alla procura contabile entro quindici giorni corredata da tutta la documentazione utile, compresi i verbali ispettivi e le denunce retributive dal 2015 al 2020, sollecitando inoltre il revisore dei conti a quantificare il danno e a curare l’avvio della contestazione formale e della diffida al pagamento in solido.

































