GUARDIA PIEMONTESE – Prosegue il percorso avviato da Guardia nel Cuore, il movimento civico nato con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una nuova proposta politica per Guardia Piemontese in vista delle prossime elezioni amministrative. Dalla presentazione ufficiale del movimento, avvenuta lo scorso 2 giugno presso l’Hotel Meridian, Guardia nel Cuore ha scelto di avviare una fase di ascolto e confronto con le diverse realtà politiche, associative e sociali presenti sul territorio, mantenendo fede a quanto annunciato in quella occasione. Nelle ultime settimane si sono svolti due importanti incontri politici: il primo con il sindaco Vincenzo Ronchetti e alcuni rappresentanti della maggioranza uscente, il secondo con una delegazione del gruppo consiliare di minoranza La Città del Sole.

Il movimento ha portato a entrambi gli interlocutori una proposta precisa: verificare la possibilità di azzerare le attuali candidature e ripartire da un progetto nuovo, costruito attraverso un confronto aperto tra le diverse componenti politiche del territorio. L’idea iniziale di Guardia nel Cuore era quella di provare a riunire il più possibile i diversi soggetti politici e civici presenti a Guardia Piemontese, con l’obiettivo di superare il clima di contrapposizione che si è progressivamente creato nella comunità. Dalle prime consultazioni, tuttavia, questa ipotesi appare, almeno sino ad oggi, difficilmente percorribile. Le diverse realtà politiche sembrano infatti intenzionate a mantenere i propri percorsi e le proprie candidature. Il movimento Guardia nel Cuore ritiene, però, che la riflessione su un cambio di rotta, da parte di tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale sarebbe, indispensabile anche per la situazione finanziaria e amministrativa del Comune.

Tra gli ultimi elementi che hanno alimentato le preoccupazioni vi è, infatti, la recente vicenda delle dimissioni del revisore dei conti, che secondo il movimento rappresenta un ulteriore segnale della difficoltà attraversata dall’ente. A questo si aggiungono i timori per una possibile situazione finanziaria tale da poter condurre, qualora ne ricorrano formalmente i presupposti, verso un eventuale dissesto finanziario. «Non possiamo pensare di affrontare le prossime elezioni semplicemente cambiando qualche nome – sottolinea Guardia nel Cuore –. Riteniamo che davanti alle difficoltà amministrative e finanziarie che il Comune sta attraversando sia necessario avere il coraggio di aprire una fase completamente nuova. Per questo abbiamo chiesto alla maggioranza uscente e opposizione un azzeramento totale, non per una contrapposizione personale, ma perché riteniamo concluso un ciclo amministrativo che ha mostrato, a nostro giudizio, evidenti criticità operative». Diverso, ma altrettanto importante, il confronto con La Città del Sole, al quale Guardia nel Cuore ha proposto di mettere da parte le candidature già individuate e di valutare insieme, senza preclusioni, chi possa essere il candidato più adatto a rappresentare un eventuale progetto comune. Il movimento è ora in attesa di conoscere la posizione definitiva della minoranza sulla proposta. «Non chiediamo a nessuno di cancellare la propria storia o la propria identità – spiegano da Guardia nel Cuore –. Chiediamo di mettere temporaneamente da parte le candidature già decise e di discutere prima del progetto. Se la nostra idea non dovesse essere praticabile, continueremo comunque il nostro percorso, confrontandoci con cittadini, associazioni e realtà del territorio».

Guardia nel Cuore ribadisce quindi che il proprio obiettivo non è semplicemente costruire una lista elettorale, ma provare a cambiare il metodo con cui affrontare la politica amministrativa locale: prima le idee, le priorità e il progetto per Guardia Piemontese, poi le persone chiamate a rappresentarlo. «La nostra porta rimane aperta – conclude il movimento –. Siamo disponibili a confrontarci con tutti, senza pregiudizi e senza candidature già scritte. Ma crediamo che Guardia Piemontese abbia bisogno di una vera ripartenza e che, davanti alle difficoltà che abbiamo davanti, non sia più sufficiente continuare con le stesse logiche del passato».

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