FUSCALDO- La replica del Consigliere Filella e della Consigliera Carnevale alla maggioranza: «La nostra replica alla maggioranza impone una riflessione profonda e attenta, che riteniamo debba essere ricondotta al merito amministrativo, evitando derive polemiche che non contribuiscono a chiarire i fatti né rendono un servizio adeguato alla comunità. Il dato oggettivo da cui partire è semplice: il Comune di Fuscaldo non ha partecipato a un bando regionale che era nelle sue possibilità intercettare. L’Avviso pubblico prevedeva requisiti chiari. La partecipazione era riservata ai Comuni costieri con: presenza di spiagge libere; aree interessate da interventi di riqualificazione e messa in sicurezza degli accessi al mare;
coerenza con gli strumenti urbanistici vigenti;
vocazione turistica e disponibilità delle aree. Si tratta di condizioni che Fuscaldo possiede pienamente, sia sotto il profilo territoriale sia sotto quello della pianificazione. È dunque difficile sostenere che vi fossero impedimenti strutturali alla partecipazione. Il mancato accesso al bando assume quindi i contorni di una mancata scelta, che merita una spiegazione chiara, perché equivale a una rinuncia preventiva a risorse pubbliche destinate al miglioramento di un bene comune essenziale. Se vi fosse stata un’oggettiva impossibilità a partecipare, come sostenuto dal gruppo di maggioranza, avremmo dovuto registrare esclusioni analoghe in altri territori con caratteristiche simili al nostro. Invece ciò non è accaduto. La realtà, come evidenziato dal gruppo consiliare di opposizione “Il futuro che vogliamo”, supportata da atti ufficiali e documenti pubblici, smentisce le narrazioni della maggioranza, che appare insofferente a ogni forma di confronto democratico basato sui contenuti. Il confronto con altri territori rafforza ulteriormente questa valutazione. Dopo la pubblicazione del D.D.S. n. 4679 del 24/03/2026 della Regione Calabria, relativo all’approvazione della graduatoria provvisoria, sarebbe utile che il Sindaco Middea e la sua maggioranza spiegassero alla comunità come sia stato possibile che il Comune di Fuscaldo, con circa 8.000 abitanti e oltre 7 km di litorale, abbia deciso di non partecipare, mentre il Comune di Falconara Albanese, con circa 1.500 abitanti e una fascia costiera di circa 3 km, abbia partecipato risultando idoneo al finanziamento. Questo elemento non è marginale, ma dirimente: dimostra che non esisteva alcun ostacolo oggettivo alla partecipazione, bensì una mancata attivazione amministrativa. Per questo motivo riteniamo poco utile — oltre che improprio — spostare il confronto su valutazioni personali o politico-elettorali. Le accuse di “ansia da apparire” rivolte all’opposizione non solo non rispondono nel merito, ma rischiano di impoverire il dibattito pubblico. Su questo punto vogliamo essere chiari: non abbiamo alcuna ansia da apparire né particolari preoccupazioni rispetto alle future scadenze elettorali. Al contrario, osservando quotidianamente le inefficienze e le occasioni mancate di questa amministrazione, riteniamo che non sarà necessario nemmeno impegnarsi troppo per evidenziarle. Quando sarà il momento, ci faremo trovare pronti, insieme a tutte le forze alternative a questa maggioranza, con una proposta seria e credibile per il territorio. Il tema, oggi, è un altro. Ed è un tema concreto: la capacità di un’amministrazione di cogliere opportunità di finanziamento e trasformarle in interventi utili per la comunità. In un contesto istituzionale ci si aspetterebbe un confronto fondato su dati, scelte e responsabilità, non su argomentazioni elusive rispetto alla questione centrale. Resta quindi una domanda, semplice ma sostanziale:
per quali reali ragioni il Comune di Fuscaldo non ha partecipato al bando? È su questo punto che i cittadini meritano una risposta chiara. Il ruolo dell’opposizione è netto: richiamare l’attenzione sulle occasioni mancate e chiedere trasparenza sulle scelte amministrative. La qualità dell’azione pubblica si misura anche — e soprattutto — dalla capacità di non lasciare indietro opportunità che possono incidere concretamente sullo sviluppo e sulla qualità della vita della comunità».

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