“Il progetto Centoceani per un Centro socio educativo a Praia a Mare è stato gestito malissimo, soprattutto nel non prevedere le figure adatte a perseguire il suo scopo base: includere i minori a rischio esclusione sociale”.
A dirlo è Antonino De Lorenzo, consigliere comunale di minoranza. Una conclusione al quale è giunto a seguito del presunto caso di discriminazione di un minore con sindrome di Down che aveva chiesto di partecipare alle attività del centro.
Il consigliere chiede nuovamente maggiore chiarezza, dopo che una sua interrogazione alla squadra di governo praiese non ha ancora sortito le risposte auspicate. L’accento cade sulla natura stessa del progetto per attività sportive voluto dall’amministrazione comunale.
“Su questa natura la delibera di giunta parla chiaro – afferma De Lorenzo –: il Centro socio educativo Centoceani di Praia a Mare è stato istituito per offrire ai minori l’opportunità di vivere un percorso di educazione alla convivenza, al senso civico, alla socializzazione e al rispetto della legalità.
Se tutto questo è vero, allora la struttura doveva essere già calibrata in termini di personale docente per offrire un servizio importante anche ai minori a rischio di esclusione sociale.
Insomma, qualcosa che doveva rientrare nella normalità di questo progetto è diventato un caso da gestire in emergenza.
Quindi è necessario che venga chiarito perché l’organico del personale, come dichiarato alla stampa dal consigliere delegato Laura De Presbiteris, è stato frettolosamente ampliato contrattualizzando un’educatrice professionale e con quali fondi verrà pagata, atteso che il budget stanziato in delibera non prevede la spesa per tale figura?
Quella figura dotata delle necessarie competenze non doveva forse essere già presente, in considerazione della finalità specifica del progetto che inoltre prevede delle spese ben definite e un numero specifico di tecnici-esperti?
La vicenda suona come ammissione che il progetto, valido sulla carta, non è stato predisposto adeguatamente e, nel mio mondo, quando qualcuno sbaglia una cosa così importante deve lasciare l’incarico”.
Ma secondo il consigliere De Lorenzo ci sarebbero altri aspetti di carattere generale che vanno chiariti: “Dato che non c’è stata nessuna manifestazione di interesse pubblica, né da parte del comune né da parte delle associazioni affidatarie del progetto, con la finalità di indicare modi e termini per presentare le domande, quali sono state le procedure adottate per dare a tutti la possibilità di partecipare al progetto?
Le spese relative all’assicurazione dei ragazzi a carico di chi sono? Quali documenti sono stati richiesti per l’ammissione alle attività sportive e chi ha gestito questa documentazione?
E poi, considerato che tutti i progetti presentati prevedono un numero chiuso di partecipanti, quali sono stati i criteri per la scelta dei bambini? Dove possiamo trovare le graduatorie?
Ricordo che i progetti in questione sono pagati da soldi pubblici e tutti devono poter essere in condizione di fare domande, oppure bisogna contattare per forza il politico di turno per consentire al proprio figlio di svolgere una delle attività pianificate?
In ultima analisi è necessario capire se il progetto in questione sia stato pianificato con i criteri di massima trasparenza, di professionalità e se le procedure siano state rispettate oppure se è stato un progetto fatto tanto per fare campagna elettorale”.
Infine, De Lorenzo ha pubblicamente difeso la posizione dei genitori di Lorenzo: “Con le sue dichiarazioni, la De Presbiteris ha automaticamente dato della bugiarda alla madre di Lorenzo. Ritengo che vadano fatte delle scuse pubbliche e che ci sia un chiarimento a tutela del consigliere, dei genitori e soprattutto di Lorenzo”.