FUSCALDO- La gestione del ciclo dei rifiuti a Fuscaldo finisce al centro di una dura polemica politica che vede i consiglieri di minoranza Filella e Carnevale schierati contro l’attuale amministrazione comunale accusata di prediligere la propaganda alla risoluzione dei problemi strutturali del territorio. Il fulcro della questione riguarda il netto contrasto tra la narrazione dell’ente locale che ha puntato molto sull’installazione di otto mini isole ecologiche informatizzate e la mancanza di risposte concrete sul progetto ben più ampio e strategico del centro di raccolta comunale. Nonostante i numerosi annunci e la partecipazione a bandi di finanziamento tra cui quelli legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che nel duemilaventitré avevano visto il Comune inserito in graduatoria per fondi specifici il quadro attuale appare incerto e frammentato.
L’opposizione evidenzia come le mini isole seppur tecnologicamente avanzate rappresentino soltanto uno strumento integrativo del servizio porta a porta e non possano in alcun modo sostituire un’infrastruttura centrale adeguata per il conferimento dei rifiuti. Le preoccupazioni dei consiglieri si estendono anche al passato ricordando come già negli anni precedenti fossero stati ottenuti finanziamenti per un’isola ecologica di cui oggi si sono perse le tracce nel dibattito pubblico e nell’agenda amministrativa. A questo si aggiunge la pressione della Regione Calabria che ha avviato procedure di riscossione coattiva e ingiunzioni nei confronti dei Comuni inadempienti rendendo la sostenibilità economica del servizio un tema di urgente attualità per le tasche dei cittadini e per l’equilibrio del bilancio comunale. Attraverso una nota ufficiale i rappresentanti della minoranza hanno dunque sollecitato l’amministrazione a fornire risposte precise sull’idoneità dell’area individuata per il centro di raccolta sulla reale disponibilità delle somme già stanziate e sui tempi certi per la messa in funzione dell’opera. La richiesta di verità punta a superare quella che viene definita una gestione fatta di slogan chiedendo conto delle possibili ripercussioni fiscali sulle tariffe locali e della reale efficienza di un sistema che senza la sua colonna portante rischia di rimanere incompiuto.




































