BUONVICINO- A Buonvicino il clima politico si scalda improvvisamente con gli indizi social della candidatura di Angelina Barbiero, che torna in campo per le elezioni amministrative 2026 con la lista “Continuità e Futuro 2.0”. Non è una discesa in campo qualunque: l’ex sindaca, dimessasi dopo una crisi di maggioranza culminata in un duro scontro interno, cerca ora il riscatto elettorale puntando tutto sulla vicinanza alle persone e sulla dignità del ruolo istituzionale. Il suo addio alla fascia tricolore, segnato dalla revoca delle deleghe a figure chiave come il vicesindaco Amoroso e l’assessore Gianluca Cauteruccio, aveva lasciato ferite profonde e un’accusa pesante di “ricatto politico psicologico” e ambizioni personali che avrebbero paralizzato l’azione amministrativa. Oggi, quel terremoto politico sembra proiettare i suoi effetti sulla nuova competizione, con l’incognita dei cosiddetti “traditori” che agita il sonno della nascente coalizione Barbiero. Il dubbio che logora l’area della dottoressa riguarda la reale tenuta dei suoi ex alleati: il timore, sempre più concreto nei corridoi del borgo, è che i pezzi pregiati della vecchia maggioranza possano aver già trovato un accordo con lo schieramento “Uniti per Buonvicino”, la compagine che sostiene Sionne. Se questo travaso di forze si verificasse, la Barbiero si troverebbe a combattere una battaglia su due fronti: contro un candidato a Sindaco forte e credibile e contro lo spettro di chi, dopo averla sfiduciata nei fatti portandola alle dimissioni, oggi potrebbe correre sotto le insegne nemiche per sbarrarle la strada. La partita a scacchi è appena iniziata, ma a Buonvicino il confine tra alleato e avversario non è mai stato così sottile e pericoloso.

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