Di fronte al tragico fatto di cronaca, il sindaco di Belvedere Marittimo, Dott. Vincenzo Cascini ha lanciato con coraggio una proposta di valore istituzionale per l’intero Tirreno cosentino. Un appello lucido alla cooperazione tra Comuni per programmare e regolamentare la movida, dimostrando come la tutela dei giovani passi dalla capacita politica di fare rete e di assumere decisioni responsabili: «In primo luogo – si legge in una nota – desidero rinnovare la più sentita e commossa solidarietà e la vicinanza dell’intera città di Belvedere Marittimo alla famiglia di Antonio Perrotta e alla comunità di Fuscaldo, duramente colpita da questo tragico lutto. La perdita di una giovane vita spezzata in modo inaccettabile lascia in tutti noi un profondo senso di rabbia, dolore e grande sconcerto, di fronte al quale le parole appaiono inevitabilmente insufficienti.In questo momento di profonda sofferenza riponiamo la massima fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, con la ferma speranza che venga fatta piena luce e la dovuta chiarezza su quanto accaduto per accertare la verità dei fatti. Sembrerebbe, proprio in queste ore, stando a quanto riportato dalle agenzie di stampa, che le forze dell’ordine starebbero per stringere il cerchio sui responsabili, con controlli in corso anche a Belvedere Marittimo. In attesa di comunicazioni ufficiali, come Amministrazione comunale ribadiamo il sostegno totale verso l’operato delle forze dell’ordine e della magistratura, rinnovando la nostra totale disponibilità a collaborare in piena sinergia. Accanto al dovere di esprimere cordoglio e vicinanza, ritengo necessario avviare una riflessione istituzionale seria e concreta sul concetto e sulla gestione della movida lungo il Tirreno Cosentino. La mia non vuole essere in alcun modo una polemica nei confronti di colleghi amministratori come l’ottimo sindaco di Sangineto Michele Guardia, né un attacco verso alcuna realtà locale, bensì una proposta costruttiva rivolta a tutto il nostro comprensorio. Episodi del genere, infatti, a prescindere da dove si verifichino, possono accadere ovunque.Nella Riviera dei Cedri in un raggio di pochi chilometri, discoteche, lidi e locali organizzano, spesso e volentieri, eventi e serate danzanti simultaneamente nella stessa nottata generando un afflusso imponente di persone, con strutture spesso saturate oltre la propria capienza e una presenza massiccia di pubblico anche nelle aree adiacenti. In questo contesto, caratterizzato anche dalla somministrazione di alcolici, le forze dell’ordine si trovano ad affrontare uno sforzo immane, poiché con poche centinaia di unità di personale devono presidiare un territorio che nella stagione estiva arriva ad accogliere centinaia di migliaia di presenze, arrivando in alcuni centri a moltiplicare in modo esponenziale la popolazione residente. Se in tutti i comun, le discoteche, i lidi e locali organizzano contemporaneamente eventi nello stesso momento, il controllo capillare della sicurezza diventa inevitabilmente un obiettivo complesso da garantire sul campo.Per questa ragione noi sindaci dobbiamo avere il coraggio istituzionale di assumere decisioni chiare, imparando anche a dire di “NO” quando necessario e lavorando insieme per scaglionare le manifestazioni e coordinare i calendari, evitando la sovrapposizione di troppi eventi nella medesima serata. La movida non va in alcun modo criminalizzata né penalizzata, in quanto rappresenta un fattore economico, turistico e sociale fondamentale per i nostri paesi, ma deve essere governata con un controllo preventivo ed efficace in fase di pianificazione, agevolando così il successivo lavoro di prevenzione e di tutela dell’ordine pubblico svolto dalle forze dell’ordine.L’obiettivo comune di questa rete tra i primi cittadini del Tirreno cosentino deve essere quello di definire regole condivise e omogenee per tutti i comuni, superando le disparità tra centri in cui le attività sono maggiormente regolamentate e aree in cui l’affluenza rischia di diventare insostenibile. Solo attraverso un coordinamento preventivo e una responsabilità condivisa tra le amministrazioni comunali potremo continuare a offrire un’offerta turistica e ricreativa vivace per i giovani, garantendo al contempo standard di sicurezza elevati che possano prevenire il ripetersi di tragici episodi come quello che oggi piangiamo.» Conclude il primo cittadino.
































