​La tensione tra gli operatori commerciali ambulanti e l’amministrazione comunale di Scalea si accende in piena stagione estiva, scatenando un acceso dibattito sulla gestione degli spazi pubblici destinati al mercato settimanale. A far esplodere la protesta sono stati i cosiddetti spuntisti, i commercianti senza posteggio fisso, che nel mese di luglio si sono visti negare l’accesso all’area mercatale. La frustrazione della categoria è emersa chiaramente attraverso i canali social, dove un portavoce degli ambulanti ha espresso tutta la propria amarezza dichiarando che stamattina come cittadino del Comune di Scalea mi sento offeso e demoralizzato e ritengo doveroso scrivere questo post parlo a nome di tutti gli spuntisti del mercato di Scalea. Secondo gli operatori, la decisione di lasciarli fuori sarebbe legata alla concomitanza con le attrazioni estive, una scelta considerata penalizzante per chi garantisce la continuità del servizio durante tutto l’anno. Gli ambulanti hanno infatti sottolineato come noi spuntisti siamo quelli che garantiscono il mercato a Scalea tutto l’anno, con il freddo, la pioggia e il vento nei mesi invernali, assicurando un servizio ai cittadini, aggiungendo che ora che siamo a luglio, nel pieno della stagione, veniamo penalizzati e lasciati fuori per fare spazio alle giostre, che arrivano solo per due mesi all’anno. La critica si è poi spostata sulla scala delle priorità dell’ente locale, ribadendo che è giusto tutelare il divertimento, ma non a discapito del lavoro e del pane quotidiano delle nostre famiglie, poiché chi amministra e gestisce gli spazi dovrebbe tutelare chi sul territorio investe e lavora dodici mesi su dodici, non lasciarci in mezzo a una strada da un giorno all’altro. Non si è fatta attendere la replica dell’amministrazione comunale, giunta per voce dell’assessore al commercio Giovanna Versace, che ha voluto fare chiarezza sulla natura tecnica e non discrezionale delle decisioni prese dagli uffici. L’esponente della giunta ha manifestato comprensione per la situazione, affermando che comprendo il dispiacere manifestato dai cosiddetti spuntisti, perché dietro ogni banco ci sono persone, famiglie e sacrifici che meritano sempre rispetto. Tuttavia, l’assessore ha ricordato i vincoli normativi che regolano il commercio su aree pubbliche, specificando che l’assegnazione dei posteggi agli spuntisti non può avvenire in modo discrezionale, ma è regolata da precise disposizioni normative e amministrative. Entrando nel dettaglio tecnico, Versace ha chiarito che lo spuntista, per definizione, è un operatore privo di concessione di posteggio fisso, al quale può essere assegnato esclusivamente, per la singola giornata di mercato, un posteggio rimasto libero per l’assenza del relativo concessionario o comunque disponibile. Di conseguenza, secondo l’amministrazione, non vi sarebbe alcun margine di manovra arbitrario, dato che l’assegnazione avviene seguendo rigorosamente la graduatoria delle presenze effettivamente maturate nel tempo, senza alcuna possibilità di scelta discrezionale da parte dell’Amministrazione o degli uffici. L’assessore ha poi concluso escludendo interventi forzati sui diritti acquisiti, ricordando che non è giuridicamente possibile sottrarre un posteggio a un operatore titolare di regolare concessione per assegnarlo a uno spuntista, ma ha comunque ribadito la massima apertura al dialogo istituzionale confermando che rimane invariata la nostra disponibilità ascoltare le istanze della categoria e a valutare, nel rispetto della normativa vigente, ogni possibile soluzione organizzativa utile a migliorare la gestione del mercato.

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