ORSOMARSO- Ritorniamo sulla vicenda elettorale di Orsomarso per analizzare gli strascichi di un voto che continua a far discutere e a dividere la comunità ben oltre la chiusura dei seggi. Come vi abbiamo già raccontato, il responso delle urne ha decretato la riconferma del sindaco uscente Alberto Bottone, alla guida della lista “Viviamo Orsomarso”, che ha celebrato la vittoria ringraziando gli elettori per aver rinnovato la fiducia in un progetto basato sulla continuità e sull’amore per il territorio. Tuttavia, il dato politico più rilevante resta quello di un’affluenza ai minimi storici, con appena il 35% dei cittadini che si è recato alle urne per esprimere la propria preferenza, una diserzione di massa che non è stata evitata nemmeno dalla candidatura d’eccezione del consigliere regionale supplente Antonio De Caprio. Nonostante il verdetto democratico abbia assegnato il ruolo di minoranza al gruppo “Radici e Futuro” guidato da Simone Rienti, il clima in paese resta pesante e i veleni della campagna elettorale continuano a correre sui social network senza sosta con commenti al vetriolo. Mentre si attendono ora le scelte del sindaco Bottone sulla composizione della giunta, e non è ancora chiaro se De Caprio proseguirà o meno tra i banchi dell’assise locale, considerati gli impegni regionali, in questo contesto di forte contrapposizione si inserisce lo spunto di riflessione di Antonio Pappaterra, militante politico che ha lanciato un forte appello al fair play e alla lealtà, invitando candidati e supporter ad abbandonare i toni offensivi e a riscoprire il rispetto dell’avversario. Secondo Pappaterra: «la competizione politica non deve superare il limite dell’umanità e della dignità, poiché i comportamenti irrispettosi lasciano solo ferite profonde e negatività che ostacolano il benessere della comunità». Proprio per questo motivo, la vera sfida che attende da oggi il riconfermato sindaco Bottone e la sua maggioranza non sarà soltanto la gestione ordinaria del comune, ma il delicato compito di ricucire un tessuto sociale attualmente lacerato dai rancori e di riavvicinare alle istituzioni e al momento democratico quella stragrande maggioranza di cittadini che ha scelto la via dell’astensione.




































