Di Francesco Maria Storino. Fonte: Gazzetta del sud. Foto: Gazzetta del sud.
Il traffico ferroviario nel Sud Italia continuerà a gravare sulla vecchia linea tirrenica “velocizzata”. Un’infrastruttura strategica ma sempre più fragile a causa dei profondi cambiamenti geomorfologici che hanno interessato la costa negli ultimi decenni. L’erosione costiera, che coinvolge numerosi comuni del litorale calabrese, rende oggi il tracciato ferroviario ad alto rischio e impone interventi urgenti di messa in sicurezza. I numeri dell’erosione parlano chiaro. Secondo uno studio di circa dieci anni fa, di un gruppo di ricercatori guidati dall’ex capo della Prociv regionale Carlo Tansi in poco più di mezzo secolo la costa tirrenica è arretrata di decine di metri. A Tortora l’erosione ha raggiunto i 110 metri; a Cirella e Diamante si registrano arretramenti di 35 e 40 metri. Situazione critica anche a Belvedere (70 metri), Sangineto (180 metri) e Bonifati (120 metri). Il fenomeno interessa inoltre Cetraro, Acquappesa e Guardia Piemontese, con arretramenti tra i 70, e i 150 metri.






























