La lunga carriera di un criminale di 63 anni, Alberto Fusinato, originario della provincia di Cosenza, è stata interrotta dalla Polizia Postale che lo ha rintracciato e arrestato a Genazzano, un piccolo centro in provincia di Roma: l’uomo si nascondeva per sottrarsi all’esecuzione della pena definitiva di oltre 7 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata alla falsificazione di strumenti di pagamento, truffa, estorsione ed altri reati.

Attraverso indagini informatiche e tradizionali, avviate a seguito delle recenti truffe commesse dal Fusinato, gli agenti coordinati dalla Procura di Cosenza, hanno individuato l’area di Colleferro come quella dove si trovava il 63enne: nel suo appartamento sono stati rinvenuti diversi telefoni cellulari, carte di pagamento e dispositivi per la connessione internet. Dalle indagini e dagli appostamenti sul luogo è emerso, tra l’altro, che il Fusinato aveva disponibilità finanziarie che prelevava periodicamente attraverso le postazioni bancomat della zona. L’uomo era già stato coinvolto in un’indagine analoga nel 2019 e un suo complice era stato arrestato nel luglio di due anni fa a Fiumicino.

Il ruolo di Fusinato come promotore di un sodalizio specializzato in truffe informatiche era emerso anni addietro per effetto delle indagini compiute dal Ros di Roma nell’ambito di una inchiesta denominata “Match point”, portata a termine nel 2010. Gli investigatori dell’Arma avevano scoperto che Fusinato cooperava criminalmente con “specialisti” del settore provenienti da Russia e Ucraina.

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