FUSCALDO- «Il maltempo ha colpito duramente, lasciando dietro di sé distruzione, paura e danni enormi.
Eppure, mentre alcuni territori vengono inclusi nei primi interventi straordinari, altri – pur nelle stesse condizioni – restano fuori.
Una scelta che solleva domande e merita risposte. L’ordinanza n. 1180 emanata dal capo del Dipartimento della Protezione civile rappresenta un passaggio fondamentale per l’avvio dei primi interventi emergenziali a seguito dell’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito Calabria, Sicilia e Sardegna. La nomina dei Presidenti di Regione a commissari delegati e l’indicazione di interventi “urgenti, indifferibili e di pubblica utilità”, con la possibilità di ricorrere a speciali deroghe normative, confermano la gravità della situazione e la necessità di agire con rapidità ed efficacia. Tuttavia, dietro i numeri e le procedure richiamate nell’ordinanza – dai 33 milioni di euro stanziati per la Calabria alla predisposizione, entro 30 giorni, del piano degli interventi urgenti – ci sono storie reali di famiglie e imprenditori che hanno subito danni devastanti. Gli effetti del Ciclone Harry sono stati drammatici: in poche ore anni di sacrifici sono stati cancellati, come testimoniano le immagini e i video che documentano una distruzione che lascia senza parole. Il vento impetuoso ha arrecato danni consistenti a strutture, abitazioni e attività economiche, mentre il mare, che da tempo minaccia la costa tirrenica, ha colpito con particolare violenza, causando in alcuni casi danni irreparabili e la scomparsa di interi tratti di spiaggia. Proprio alla luce dell’obiettivo dichiarato dall’ordinanza – il ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture strategiche, comprese le viabilità e le reti essenziali – appare difficile comprendere alcune scelte operate nella fase iniziale di individuazione dei Comuni destinatari delle misure straordinarie. Spiace constatare, infatti, che il Comune di Fuscaldo, evidenziando tratti di costa fortemente compromessi e una situazione di emergenza evidente e documentata, non sia stato inizialmente incluso dalla Regione nell’elenco dei 119 Comuni calabresi interessati dai primi interventi, a differenza di altre realtà limitrofe. Non risulta che i danni subiti siano stati di minore entità rispetto a quelli registrati negli altri Comuni tirrenici selezionati. Se è vero che l’ordinanza prevede la possibilità, entro 60 giorni, di individuare ulteriori fabbisogni e di attivare strumenti di ricognizione, come la piattaforma per la stima dei danni ad abitazioni e attività economiche, è altrettanto vero che il tempo, per chi ha perso tutto, è un fattore determinante. Per questo riteniamo necessario e doveroso dare voce alle tante persone e ai numerosi imprenditori che oggi si sentono esclusi e soli, ancora una volta. Appare evidente come la mancanza di una rappresentanza forte e autorevole possa incidere su tali differenziazioni territoriali, che mal si conciliano con lo spirito di equità e solidarietà che dovrebbe guidare un’emergenza di questa portata. L’auspicio è che, nel quadro delineato dall’ordinanza e grazie agli strumenti straordinari messi a disposizione dei commissari delegati, si possa rimediare in tempi brevi a questa esclusione, garantendo pari dignità, attenzione e sostegno a tutti i territori colpiti dal maltempo, senza distinzioni». È quanto rende noto il gruppo Politico di minoranza “Il Futuro che Vogliamo”.































