Il ministro Grillo, Sanitá da incubo in Calabria “Allo stadio terminale”

    Continua lo scontro tra il Governo e la Regione Calabria

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    “La situazione è ad uno stadio terminale”. Così il ministro della Salute Giulia Grillo, relativamente alla situazione della Calabria per quanto riguarda la sanità, in un’intervista al Gr1. “C’e’ un decreto che riguarda la Calabria – ha detto il ministro -. Tutte le aziende sanitarie hanno chiuso con un disavanzo di 20-30 milioni, è l’unica regione in Italia che ha peggiorato i livelli essenziali di assistenza. Bisogna fare una legge straordinaria per un periodo limitato di tempo che aiuti a risolvere la situazione”.

    Scontro Regione-Governo. “Per il momento siamo in presenza solo di annunci, anche un pò incomprensibili”. E’ quanto ha invece affermato il delegato del presidente della Giunta regionale per le politiche sanitarie, Franco Pacenza, parlando con alcuni giornalisti a margine di un incontro alla Regione, con riferimento all’annuncio da parte del governo di un decreto straordinario per la sanità calabrese. “A giugno, appena si è insediato questo governo, il governatore Oliverio – ha rilevato Pacenza – ha sollecitato il ministro Grillo ad attivare un tavolo di concertazione sulle questioni relative alla sanità calabrese: non c’è stata nessuna risposta. La richiesta è stata di nuovo avanzata al ministro, ma ancora una volta c’è stato un silenzio assoluto. Oggi assistiamo, da parte dello stesso ministro e anche del presidente del Consiglio dei ministri, a pronunciamenti ma – ha proseguito il delegato alle politiche sanitarie della Giunta – non c’è stata finora alcuna interlocuzione con la Regione e soprattutto non c’è alcuna cognizione sui contenuti e gli obiettivi di questo intervento governativo. Già il riferimento a un decreto speciale non mi sembra condivisibile, poi nessuno può immaginare che possa esserci un’invasione di campo perchè le competenze in materia sanitaria sono definite in modo chiaro ed esplicito, sia in sede costituzionale sia in sede normativa, e in quel solco noi vogliamo stare”.

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