Clima teso e dure polemiche politiche a Guardia Piemontese a seguito della pubblicazione del Decreto Sindacale numero 3 del 29 giugno 2026, firmato dal sindaco Vincenzo Rocchetti, che ha sancito la rimodulazione della giunta comunale. L’atto formale giunge dopo le dimissioni dall’incarico di assessore e consigliere presentate lo scorso 26 giugno da Marco Sconosciuto, protocollate con il numero 4912, e dispone la contestuale nomina come assessore esterno della sorella, Gabriella Sconosciuto, alla quale sono state affidate le deleghe ai rapporti con le associazioni, turismo, spettacolo e servizi sociali. Il medesimo provvedimento ha inoltre nominato Pietro Occhiuzzi vicesindaco con deleghe a commercio, attività produttive e lavori pubblici, lasciando invece in capo al primo cittadino le materie non delegate, tra cui termalismo, sanità, protezione civile, urbanistica, bilancio e tributi. Sulla vicenda è intervenuta con fermezza Antonella De Angelis, capogruppo della minoranza consiliare della città del Sole, che ha espresso profondo dissenso per le modalità con cui è stata gestita la successione all’interno dell’esecutivo locale. Secondo l’esponente dell’opposizione, il passaggio di consegne tra consanguinei rappresenta una dinamica medievale e privatistica che svilisce il ruolo delle istituzioni e allontana l’azione amministrativa dal concetto di bene comune. La minoranza ha duramente criticato l’intera parabola della compagine guidata da Rocchetti, ricordando le recenti dimissioni del sindaco poi ritirate, e parlando esplicitamente di giochi di prestigio e dinamiche di potere finalizzate alle poltrone future. Pur non mettendo in discussione la nomina di una figura femminile e il necessario rispetto delle quote rosa, il capogruppo di minoranza ha contestato fermamente il principio della familiarità come diritto acquisito alla successione, sottolineando come all’interno della stessa maggioranza e nella comunità locale vi fossero altre energie femminili libere da vincoli di parentela che avrebbero potuto ricoprire quel ruolo. L’affondo politico della minoranza si è concluso con l’auspicio che la scure della Corte dei Conti possa fare chiarezza sulla gestione delle risorse pubbliche e con una richiesta di assunzione di responsabilità da parte degli amministratori, domandandosi retoricamente quando arriverà un atto di umiltà e quando si chiederà scusa alla popolazione per tutti i danni incalcolabili che, a suo dire, sono stati prodotti in un contesto di totale abbandono del territorio comunale




































