BELVEDERE MARITTIMO- Filippo Perrone ha sancito la fine politica del Gruppo Futura chiudendo un percorso nato tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, ed è un dato di fatto. Ad annunciarlo infatti è stato direttamente lui. Le ragioni dello strappo, culminato con lo scioglimento, precedentemente considerate indiscrezioni, sono ora i motivi conclamati della fine della convivenza politica, accelerata, solo in ultimo, dall’ultimo scontro sulla pensilina dei bus di Portosalvo, ma che parte da ben più lontano. Questo, infatti, è solo l’ultimo episodio di un cortocircuito e di una diversità di vedute che si prolungava da mesi. Sono stati proprio Martucci e Greco di Alternativa Popolare a ribadire che Con Perrone non ci fosse più sintonia sulle strategia politiche: un passaggio di non poco conto. Vi è subito da dire che il gruppo, si è schierato in modo compatto a sostegno della linea Martucci-Greco, che mantengono saldamente il controllo della nuova compagine. Questo terremoto interno all’ex gruppo Futura è solo l’ultimo episodio che starebbe producendo un pesante effetto domino sul centrosinistra belvederese, rallentando bruscamente le trattative del tavolo programmatico in vista delle elezioni della primavera 2027. L’alleanza, che vede coinvolti il Partito Democratico del segretario Ugolino, il Movimento Cinque Stelle e il gruppo Rinascimento guidato dall’avvocato Carrozzino sconta una profonda diversità di vedute, ed è palese. Basti pensare che al tavolo dovrebbero sedere per dialogare personalità che sono in lite tra loro. Per bypassare questo problema il saggio Ugolino avrebbe optato per lo strumento delle primarie, ma restano frizioni ed incomprensioni palesi, con tanto di frecciate pubbliche, tra coloro i quali dovrebbero amministrare un comune in caso di vittoria. Tra l’altro, da settimane si attende un presunto documento politico delle forze progressiste. Stando ad indiscrezioni, a «bloccare la firma del documento» sarebbero state anche (e non solo) le visioni opposte nate in seno all’ex Futura, con Perrone che spingeva per l’accordo a trazione Ugolino-Cinque stelle e il duo Martucci-Greco rimasto invece a riflettere, soprattutto dopo che lo stesso Perrone aveva ritirato, con tanto di annuncio social, la propria disponibilità a candidarsi a sindaco, uscendo dai nomi al vaglio per le primarie. Vi è da dire, per correttezza, che non è da escludere che lo stesso ex delegato allo sport, ragazzo pulito e perbene, possa comunque essere il nominativo in Pectore di PD e Movimento Cinque Stelle per la scelta del candidato. In questo quadro di incertezza resterebbe coerentemente defilata la compagine di Impegno Comune guidata dall’avvocato Ugo Massimilla e da Francesco Cauteruccio, consapevole del fatto che la sola alleanza di centrosinistra potrebbe non bastare per vincere, e contraria a certe scelte e a figure orbitanti in determinati perimetri giudicati politicamente impopolari. Non si tratta di una chiusura totale e neanche generalizzata, ma da indiscrezioni evincerebbe la volontà di costruire a determinate condizioni richiamanti i valori nativi del gruppo formatosi nel 2022, insieme a personalità anche afferenti a gruppi politici già esistenti e simili ad Impegno Comune. Nonostante nel tempo Impegno Comune abbia perso pezzi, la compagine non avrebbe mai fatto affidamento su singoli portatori di voti notevoli, fondando la propria identità sulla coesione del gruppo e sulla capacità di proporre un progetto politico autonomo e fresco: per questo Massimilla starebbe lavorando per serrare le fila, aprire a nuove figure di spessore e preparare, insieme ad altri gruppi, una lista credibile come già fatto in passato, ma con l’aggiunta di innesti che possano portare in dote esperienza, solidità, competenza e peso elettorale. Ovviamente sono soltanto indiscrezioni. I caffè di cortesia e gli incontri tra le parti sono all’ordine del giorno, ma di definito vi sarebbe davvero ben poco. Quel che appare certo, in questo clima di incertezze, è che tra qualche mese si apprenderà chi sarà realmente in campo, tenendo conto che a poco servirà oggi affidarsi ad attacchi social di ogni forma, se poi non si avrà, da qui alla primavera 2027, la forza e la tenacia di proporre un prodotto politico solido, poiché nel teatro cittadino non basta sollevare il polverone del palcoscenico con i copioni della polemica se poi non si hanno le fondamenta per costruire un edificio in cui gli elettori vogliano davvero abitare! Staremo a vedere. Continua…..

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