Usura ed estorsione a Praia a Mare, una condanna

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La notizia di cronaca risale al mese di maggio del 2014. Un’attività portata avanti dai carabinieri su vicende del 2005 e indagini nel mese di novembre del 2011. Erano tre le persone finite in manette. Una delle tre, G.T., 61 anni aveva scelto un rito alternativo.

Il tribunale di Paola ha deciso la situazione degli altri due imputati. Ernesto Iantorno, 44 anni, assistito dall’avvocato Norina Scorza, assolto con formula piena “perché il fatto non sussiste”. Il secondo imputato Biagio Biccini, 80 anni, è stato condannato a tre anni di reclusione e al pagamento di 8mila euro di multa, per alcuni dei capi di imputazione contestati.

La decisione del Tribunale di Paola, presidente Alfredo Cosenza, a latere Antonella Paone e Vincenzo D’Arco. Per quanto riguarda Biccini, il tribunale ha riconosciuto le circostanze attenuanti generiche, in regime di equivalenza con le contestate e ritenute aggravanti. E’ stata disposta anche la confisca della somma ritenuta corrispondente al profitto del reato. Elevate ulteriori pene accessorie.

 

Al termine dell’operazione, i tre indagati, vennero posti ai domiciliari. Le accuse contestate a vario titolo erano di usura ed estorsione, continuata ed in concorso. I carabinieri della stazione di Praia a Mare, diretta dal maresciallo Maniaci, con il coordinamento del capitano Vincenzo Falce, in quegli anni comandante della Compagnia di Scalea, avevano effettuato indagini serrate sugli indagati con il riscontro di attività tecniche, anche nei conti e nei movimenti bancari. Secondo le risultanze investigative dell’epoca, il denaro veniva prestato a tassi usurari.

 

Le indagini sono iniziate anche con l’utilizzo di intercettazioni ambientali e telefoniche. La ricostruzione dei fatti arrivava fino al 2005.

 

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