Riceviamo e pubblichiamo

“Ho avuto modo di percepire, negli ultimi giorni, una insolita acrimonia fra i membri della nostra comunità, espressa attraverso post più o meno violenti e soprattutto con il consueto canale del chiacchiericcio sottobanco. E’ pur vero che il timore genera comportamenti inconsueti, ma stiamo assistendo, per quanto mi riguarda, ad una vera e propria esasperazione dei toni che, purtroppo, credo non accenni a migliorare se non nel lungo periodo. Ad ogni modo mi sento di esprimere tutto il mio disappunto per quanto accaduto sino ad oggi, dal momento che ritengo gran parte della colpa per il mancato contenimento sia da imputare all’inesperienza ed alla superficialità degli organi amministrativi. Se siamo il primo paese per numero di contagi dell’intera Regione, è evidente che qualcosa non abbia funzionato. Andando oltre l’ovvio attacco agli esponenti politici locali, che ritengo palesatisi non sufficientemente in grado di fronteggiare l’emergenza al contrario dei loro colleghi limitrofi, credo sia opportuno che noi stessi, membri della comunità, procediamo in autonomia e nel rispetto delle regole affinché ci vengano riconosciuti i diritti essenziali, gravemente aggrediti in questo periodo di ristrettezze. Se da un lato infatti le misure di contenimento hanno di certo scongiurato la diffusione del contagio all’esterno del perimetro comunale, è pur vero che nulla è stato garantito ai cittadini residenti. Tutte le iniziative, per quanto addirittura falsamente attribuitesi da alcuni dicasi politici comunali, sono in realtà azioni promosse dal volontariato e coordinate a livello comunale dai – pochi – responsabili che attivamente permettono lo svolgimento di tali attività, fra tutti il dott. Bruno Bruno, Sergio Malito ed Arturo Bertolasi. Su questa base, ascoltando peraltro le opinioni di molti compaesani, ritengo sia opportuno promuovere nel nostro comune l’acquisto di kit di screening, come già fatto dal Comune di Belvedere Marittimo, al fine di campionare quanta più popolazione possibile e permettere una mappatura sulla diffusione del virus all’interno dell’ormai blindato comune. Ciò potrebbe garantire una maggiore serenità durante il periodo di quarantena per chi non ha ancora avuto la possibilità di sottoporsi al tampone, limitando così gli spostamenti di chi pur essendo positivo non ne ha cognizione e di conseguenza scongiurando ulteriori infezioni, ma anche e soprattutto offrire uno strumento che possa una volta per tutte dirimere sul nascere comportamenti non più accettabili nei confronti degli attuali positivi. Per tale ragione, ho richiesto agli organi competenti, facenti capo al Sig. Sergio Malito del Comune di San Lucido, informazioni volte all’acquisto di un primo pacchetto di 200 kit interamente finanziato dallo scrivente e dalla mia famiglia, destinati alle persone che, a causa delle emergenti difficoltà economiche, non potrebbero permettersi il costo, accompagnato da pertinente raccolta fondi al fine di garantire a più persone possibili l’accesso a tale test. I dati allarmanti non riguardano, a mio avviso, soltanto il numero totale di positivi al noto Covid 19, ma anche il costante aumento degli stessi, dimostrazione che, evidentemente, le misure di contenimento all’interno del paese non sono ancora del tutto efficaci ed in tal senso con grave ripercussione per l’intera comunità che è comunque costretta a frequentare gli stessi e pochi locali aperti per l’approvvigionamento di beni di prima necessità e farmaci.
Concludo quindi con un appello all’intera comunità affinché si sottoponga, appena saranno disponibili, ai test ed a contribuire, per coloro che ne hanno la possibilità, alla raccolta fondi creata “ad hoc” così da permettere l’acquisto del maggior numero possibile di kit.
Spero che tale proposta venga accolta positivamente e che, andando oltre le sterili auto proclamazioni sino ad ora sponsorizzate, ci si renda conto che purtroppo abbiamo bisogno di invertire immediatamente questa maledetta tendenza di aumento dei soggetti positivi, che appare appena opportuno ricordare essere nostri amici e parenti e di ritornare quanto prima e quanto meno a vivere nella splendida serenità tipica del nostro paese”.

Avv. Cesare Colonna