Si pesca con le “ nasse” all’interno delle grotte dell’Isola Dino: altro che tutela della biodiversità !!!!
Ieri durante le operazioni di pulizia dei fondali dell’Isola Dino all’interno della Grotta del Leone è stata rinvenuta una “ nassa “ da pesca mantenuta sul fondo con un peso e legata con una cima alla roccia. All’interno della “nassa” erano rimasti intrappolati un polipo ad alcuni piccoli pesci che sono stati liberati. La nassa è stata rimossa e portata tra i rifiuti.
Durante le immersioni di questi giorni si è costatato che la presenza nei fondali della fauna ittica è veramente sporadica , depredata da queste trappole e da quanti pescano illegalmente in questo sito naturalistico protetto.
Solo ieri tra Fiuzzi e l’Isola Dino si contavano cinque soggetti che praticavano la pesca sott’acqua.
In questo modo i fondali che Italia Nostra sta ripulendo da ogni sorta di rifiuti al fine di preservarne la originaria naturalezza e la biodiversità, vengono costantemente depauperati e danneggiati a causa di questi irresponsabili distruttori della vita marina .
Eppure i fondali annoveravano una popolazione ittica molto variegata, ricca di specie di interesse conservazionistico che ora sono molto rare.
Purtroppo nessuno si è opposto e si oppone a queste pratiche non consentite contro l’ambiente e la vita subacquea a danno anche di quelle attività, presenti o future legate al turismo della subacquea con visite dell’ambiente sottomarino che deve conservare per questo tutta l’ attrattiva della sua biodiversità.
Eppure le misure di conservazione approvate nel 2016 dalla Regione Calabria per la tutela degli Habitat e specie presenti nel SIC-ZSC Fondali Idola di Dino vietano la cattura, l’uccisione, il danneggiamento , il disturbo delle specie animali, non è ammessa la pesca sportiva, è vietata la pesca a strascico, con draghe, ciancioli, sciabiche da spiaggia e reti analoche.
Ma quale autorità fa rispettare tutto ciò? Sarebbe necessario almeno esporre cartelli di divieto, assumere Ordinanze ben precise che tutelino Habitat e Specie animali e vegetali con sanzioni severe per i trasgressori, e poi un’intensa e convinta azione di sensibilizzazione non lasciata solo alle Associazioni, ma fatta direttamente dai comuni e dalle autorità marittime .
Perché non si fa tutto ciò?
Poi non meravigliamoci dello stato dei nostri fondali e delle “nasse” che distruggono la vita nelle “rinomate grotte marine” dell’isola Dino.