Di Martino Ciano (Radio Digiesse)

“Una costante appropriazione di beni pubblici per usi personali. Nel corso del tempo sono stati sottratti farmaci, tamponi molecolari e vaccini anticovid che venivano somministrati a parenti o amici”.
Questo è quanto dichiarato dal Procuratore della Repubblica di Paola, Pierpaolo Bruni, durante la conferenza stampa tenutasi poco.
Sempre Bruni ha anche confermato che “in un primo momento avevo richiesto l’arresto, ma il Gip non ha accettato, visto che l’interdizione per un anno sarebbe basta per fermare questa situazione”.
Il direttore sanitario dello spoke Cetraro-Paola, Vincenzo Cesareo, è stato infatti sospeso dall’esercizio del pubblico ufficio per dodici mesi. Secondo l’accusa, è responsabile dei reati di peculato e truffa.
L’indagine è durata dieci mesi. Tempo in cui sono stati messi in campo pedinamenti e intercettazioni telefoniche. Sono stati i Carabinieri del Gruppo Tutela Salute di Napoli a dare esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare interdittiva emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Paola su richiesta del Procuratore della Repubblica Pierpaolo Bruni. L’indagine è stata svolta sotto la direzione del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Cosenza.
Come spiegato dal capitano dei Nas di Cosenza, Vincenzo Pappalardo, l’indagine non è ancora chiusa. “Nelle prossime ore avremo la lista di tutte le persone che hanno ricevuto in maniera impropria il vaccino anticovid o a cui è stato somministrato un tampone molecolare”.
Sempre secondo l’accusa, il direttore sanitario avrebbe usato l’auto aziendale per scopi personali “e – ha detto Pappalardo – in alcune occasioni è stato anche fermato dalla Polizia Stradale, ma per evitare i controlli avrebbe usato la classica giustificazione dei motivi di lavoro”.

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