Un nuovo capitolo di sangue scuote la Sibaritide, dove la recente uccisione di S. S. e il ferimento del marito D. P., noto come Tripolino, avvenuti in località Lattughelle al confine tra Corigliano-Rossano e Cassano allo Ionio, riportano drammaticamente al centro dell’attenzione la fine della cosiddetta pax mafiosa tra le cosche locali. L’agguato si inserisce in una lunga e complessa scia di violenza che negli ultimi anni ha contato dodici morti tra omicidi, agguati e misteriose scomparse, delineando uno scenario criminale in profonda evoluzione e turbolenza nella Piana di Sibari. Già a partire dal delitto di L. P., assassinato a Villapiana Lido il sei giugno del duemiladiciotto con l’uso di un kalashnikov e di una pistola semiautomatica, la tensione nella zona è salita progressivamente. A quell’episodio sono seguite la scomparsa nel dicembre dello stesso anno di P. L., il cui corpo fu poi ritrovato senza vita nel porto di Schiavonea con ferite d’arma da fuoco, e la misteriosa sparizione di A. S., il cui furgone fu recuperato nello stesso porto senza che vi fosse traccia dell’uomo. La mappa dei crimini si è ulteriormente aggravata il primo luglio del duemiladiciannove con la scomparsa di C. R. S. a Cantinella, seguita dal duplice omicidio di P. G. e F. R. avvenuto il ventitré luglio dello stesso anno in contrada Apollinara a Corigliano. La sequenza di piombo non si è fermata nemmeno negli anni successivi, registrando il tentato omicidio di D. R. nel gennaio del duemilaventi nel centro storico di Corigliano, l’omicidio di F. E. in contrada Caccianova a Cassano all’Ionio nel giugno dello stesso anno e l’uccisione di G. G. a Sibari nel dicembre del duemilaventi, considerato l’autista di Portoraro e al centro di un procedimento giudiziario che vede imputati esponenti di primo piano della criminalità organizzata. Oggi, l’attacco a D. P., legato da vincoli familiari a N. A. e inserito in un contesto di storiche convergenze e contrapposizioni tra i gruppi di Ndrangheta rimette in discussione quegli equilibri di spartizione degli affari e del controllo del territorio che per anni avevano evitato uno scontro frontale aperto. Le indagini coordinate dai carabinieri e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro dovranno ora decifrare i nuovi rapporti di forza tra i clan, verificando se l’episodio di Lattughelle rappresenti l’ennesimo tassello di una faida inarrestabile o l’apertura definitiva di un nuovo conflitto armato nel territorio della Sibaritide.


































