BELVEDERE MARITTIMO– Una importante vittoria legale si aggiunge al palmarès dell’avvocato Ugo Massimilla, che dopo il noto successo ottenuto contro il sistema sorpassometro di Acquappesa mette a segno un nuovo colpo a tutela degli automobilisti. Questa volta il teatro della vicenda giudiziaria è stato il territorio di Tarsia, dove un cittadino si era visto recapitare una pesante sanzione per violazione dei limiti di velocità, accertata tramite il dispositivo elettronico Celeritas Evo 1506. Il verbale della polizia locale contestava il superamento del limite di settanta chilometri orari lungo la strada statale 283, ma l’avvocato Massimilla ha impostato una linea difensiva solida, incentrata sulla totale mancanza di una regolare omologazione dell’apparecchiatura di rilevamento. Il Giudice di Pace di Castrovillari, uniformandosi al più recente e rigoroso orientamento della Corte di Cassazione, ha accolto integralmente il ricorso. Nella decisione è stato chiarito che la semplice approvazione ministeriale non è assolutamente equiparabile all’omologazione, la quale costituisce l’unico procedimento tecnico idoneo a garantire la perfetta funzionalità e la precisione del dispositivo elettronico a tutela della fede pubblica. Non avendo il Comune fornito la prova dell’avvenuta omologazione, l’accertamento della velocità è stato dichiarato illegittimo e il verbale è stato di conseguenza annullato. Per l’amministrazione comunale è arrivata anche la condanna al pagamento delle spese di giudizio, mentre per il legale si conferma un trend di successi nei ricorsi contro i sistemi di controllo stradale non conformi alle prescrizioni di legge.


































