ORSOMARSO – Alberto Bottone si riconferma alla guida di Orsomarso per i prossimi cinque anni, ma l’esito di questa tornata elettorale per la lista civica “Viviamo Orsomarso” è tutt’altro che un plebiscito trionfale. Sebbene il sindaco uscente abbia conquistato il suo secondo mandato consecutivo superando lo sfidante Simone Rienti, a capo della lista “Radici e Futuro”, i dati reali raccontano una storia di profonda spaccatura e disaffezione democratica. Il dato politico più macroscopico ed evidente è che senza il peso specifico e i voti di Antonio De Caprio la compagine uscente non avrebbe probabilmente tagliato il traguardo della vittoria. Per blindare il risultato si è resa necessaria la discesa in campo diretta di un consigliere regionale supplente in carica. Guardando la geografia del voto, infatti, emerge una netta polarizzazione: se nel borgo storico la proposta di Rienti ha prevalso con un margine chiaro e inequivocabile, Bottone è riuscito a ribaltare la situazione e a fare il pieno di consensi solo grazie alle sezioni in cui votano gli elettori delle contrade marine e montane. Questa analisi di preferenze, unita al conteggio dei voti individuali, suona come un campanello d’allarme per De Caprio, segnando di fatti la fine di quel plebiscito nato nel 2014 quando venne eletto sindaco a furor di popolo. A pesare come un macigno sul futuro amministrativo è però il dato dell’affluenza alle urne, che incorona Orsomarso come uno dei comuni con la percentuale più bassa di votanti, fermatasi a un misero 35,46% rispetto al già non esaltante 42,36% di cinque anni fa. Una diserzione di massa che rappresenta una precisa responsabilità politica e morale non solo per il sindaco Bottone, ma soprattutto per lo Consigliere Regionale, che nonostante la sua forte proiezione a Palazzo Campanella non è stato capace di mobilitare e portare al voto la gente, lasciando la nuova amministrazione a governare una comunità che rischia di specchiarsi nell’apatia e nel distacco dalle istituzioni.



































