La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione del depuratore comunale di Fuscaldo, confermando così il sequestro di telefoni cellulari e documentazione tecnica ritenuti utili alle indagini. La decisione, riportata in questi giorni anche dalla stampa locale, conferma che l’attività investigativa resta aperta e che gli accertamenti sulla vicenda proseguono. L’inchiesta risale all’agosto 2025, quando la Procura della Repubblica di Paola dispose il sequestro dell’impianto di depurazione nell’ambito di un’indagine su presunti sversamenti di reflui nel torrente Maddalena e, di conseguenza, nel mare del Tirreno cosentino. I controlli effettuati dagli organi competenti avevano evidenziato criticità rilevanti nel funzionamento dell’impianto, con valori di scarico superiori ai limiti consentiti e carenze nelle fasi di trattamento dei reflui.

Una situazione che, secondo i consiglieri comunali di minoranza, non rappresenta un episodio isolato. Negli anni il sistema della depurazione nel Tirreno cosentino, e in particolare l’impianto di Fuscaldo, è stato più volte oggetto di segnalazioni e verifiche legate al sovraccarico della rete e alla gestione dei reflui, con possibili ripercussioni sulla qualità delle acque marine. Nonostante gli interventi annunciati dall’amministrazione comunale e i finanziamenti pubblici destinati al settore – tra cui circa 950 mila euro per lavori sull’impianto e sulla rete fognaria – il depuratore comunale resta ancora sotto sequestro. Una condizione che, sottolinea l’opposizione, pesa sull’intera comunità. Il tema è stato affrontato anche durante l’ultimo Consiglio comunale, nel corso del quale il sindaco ha ricostruito gli interventi effettuati sull’impianto, ricordando la sostituzione delle pompe nelle stazioni di sollevamento e le interlocuzioni con la Regione Calabria per salvaguardare i finanziamenti destinati al sistema di depurazione.

Dall’opposizione, però, viene ribadito che il dato principale resta invariato: l’impianto è ancora sotto sequestro. Già nell’agosto scorso era stata richiesta la convocazione di un Consiglio comunale urgente per affrontare la questione e ottenere garanzie affinché situazioni simili non si ripetano, soprattutto in vista delle stagioni estive, particolarmente delicate per un Comune costiero. Secondo i consiglieri di minoranza, il sequestro di un’infrastruttura così strategica non può essere considerato una semplice questione tecnica. La gestione della depurazione riguarda infatti aspetti ambientali, sanitari ed economici fondamentali per il territorio, oltre alla fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Per questo viene chiesta maggiore chiarezza sugli interventi realizzati, sui tempi necessari per arrivare al dissequestro dell’impianto e sulle azioni strutturali che verranno adottate per evitare che situazioni simili possano ripetersi in futuro. “Fuscaldo – concludono i consiglieri di minoranza Filella e Carnevale – ha bisogno di verità, trasparenza e soluzioni concrete. Continueremo a svolgere il nostro ruolo con senso di responsabilità, chiedendo chiarezza e pretendendo risposte nell’interesse della comunità”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.