Riceviamo e pubblichiamo: «Era stato presentato come uno strumento avanzato per la sicurezza stradale, un sistema “tecnologicamente molto avanzato” capace di calcolare la velocità media su un tratto di due chilometri della SS18 . Il Celeritas Evo 1506, installato a fine 2021, doveva garantire il rispetto dei limiti e, secondo il comandante della polizia locale Francesco Costabile, aveva un’anima “democratica” perché garantiva l’applicazione della legge a tutti i cittadini .
Peccato che quella democrazia tecnologica, oggi, si sia trasformata in un silenzioso imbarazzo amministrativo. A distanza di anni, i numeri, i fatti e la scomparsa fisica dei rilevatori raccontano una storia ben diversa.
Numeri da capogiro e incassi mancati
L’amministrazione guidata dal sindaco Ugo Vetere aveva scommesso forte sul tutor. Le previsioni di incasso erano state rosee: nel 2022 e nel 2023, le somme accertate hanno superato il milione di euro. Ma la realtà, come spesso accade, ha preso una piega diversa. Dalla relazione al rendiconto 2025 del revisore emerge un dato impietoso: la riscossione effettiva si è fermata a poco più di centomila euro per anno, con una media di appena l’11% .
Un flop finanziario che si è trasformato in un buco nero nei conti comunali. Ma il vero problema è un altro, e riguarda la legittimità stessa dell’impianto.
L’ombra della mancata autorizzazione prefettizia
Il punto dolente, che aleggiava già da tempo, è stato portato alla luce nel luglio 2023 dal Giudice di Pace di Scalea, che annullò una multa rilevando la mancanza di un decreto del Prefetto di Cosenza che autorizzasse l’installazione del tutor su quel tratto di SS18. Secondo i legali dello studio che ha curato il ricorso, il sistema non sarebbe stato omologato e il tratto controllato non sarebbe stato autorizzato dalla Prefettura, poiché la SS18, pur essendo stata declassata a strada urbana, necessita comunque di tale autorizzazione.
Il sindaco Vetere, all’epoca, rispose: “Si tratta del primo ricorso accolto in assoluto a fronte di centinaia e centinaia di ricorsi rigettati. Abbiamo tutte le autorizzazioni previste per legge”. Affermazioni che oggi, alla luce dei fatti, appaiono quantomeno ridimensionate.
Rilevatori scomparsi e segnaletica ingannevole
Da qualche tempo, i tre punti di rilevazione del tutor sulla SS18 a Santa Maria del Cedro sono letteralmente scomparsi. Un silenzio tombale ha accompagnato questa rimozione. Nessuna comunicazione ufficiale, nessun avviso alla cittadinanza.
Eppure, le autorizzazioni ministeriali per l’apparecchiatura Celeritas Evo 1506, con decreto numero 4018 del 21 giugno 2017 e successive estensioni, sembrerebbero in regola. Ma a quanto pare, il via libera del Prefetto, condizione necessaria per l’utilizzo del sistema sulla SS18, non è mai arrivato.
La conseguenza è paradossale e gravosa per i cittadini: la segnaletica che annunciava il tutor, ancora presente lungo la strada, non corrisponde a realtà. Si configura, di fatto, un inganno per gli automobilisti, che vengono indotti a rallentare per un sistema che non è più attivo o che forse non lo è mai stato pienamente.
La scelta dell’opposizione: “Basta silenzi”
“In questo deserto di comunicazione, il gruppo di minoranza ‘Insieme per il Futuro’ e il suo capogruppo, il Dott. Biagio Farace, chiedono con forza che l’amministrazione faccia chiarezza”. La richiesta è netta: rimuovere o coprire immediatamente la segnaletica fuorviante, e fornire alla cittadinanza un’informativa trasparente sull’intera vicenda.
“Non si giudica se il sistema fosse giusto o sbagliato,” sottolinea Farace, “ma è intollerabile che i cittadini siano stati lasciati nell’ignoranza per mesi. Il sindaco Vetere, che su altri temi pubblica tutto su Facebook, su questo argomento ha scelto la scena muta. I numeri parlano chiaro: è stato un flop per le casse comunali e un danno per la credibilità delle istituzioni. Chiediamo atti, non parole»?

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