I loculi dei defunti “Stipati” a decine nella camera mortuaria

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    Di Gaetano Megna

    CROTONE Loculi esauriti al cimitero di Crotone e i defunti vengono “stipati” nella camera mortuaria. «Si consiglia vivamente di rinviare l’evento», verrebbe da dire. Venerdì mattina sono 22 le bare che si contano sugli scaffali della camera mortuaria (foto) e altre cinque devono arrivare in giornata. Viene riferito che sono tre mesi che i morti di Crotone vengono lasciati nella camera mortuaria e sono ormai anni che non si costruiscono nuovi loculi. Nell’ultimo anno si è andati avanti con le estumulazioni: si liberava un loculo di un defunto “datato” per fare posto ad un morto recente.

    L’emergenza è stata determinata dal fatto che da febbraio a luglio la pratica della gara di appalto per la costruzione di 360 loculi è rimasta bloccata presso la Stazione unica appaltante, perché il dirigente del Comune, Giuseppe Germinara (nei giorni scorsi coinvolto nell’inchiesta della Procura sull’assegnazione della piscina comunale), non ha avuto il tempo per andare ad aprire le buste. Probabilmente il tempo gli è mancato per i troppi impegni dovuti ai molti settori assegnatigli dal sindaco Ugo Pugliese (Urbanistica, Lavori pubblici e altri ancora). Nelle mani di Germinara, che non è vincitore di concorso, è stata messa insomma quasi tutta la gestione dell’area tecnica comunale. Al dirigente sarebbero arrivate sollecitazioni per la costruzione dei nuovi loculi al cimitero anche da parte dal geometra Antonio Catanzaro, responsabile tecnico del cimitero, che dallo scorso 1 settembre è andato in pensione. Sono state proprio le sollecitazioni del geometra e qualche articolo sulla stampa a convincere Germinara a trovare il tempo per definire il bando per la costruzione dei nuovi loculi. A luglio la pratica è stata finalmente istruita e i lavori sono iniziati, ma i loculi non sono ancora stati ultimati e i morti vengono ancora stipati nella camera mortuaria. Chi ne sa di più dice che ci vuole ancora tempo per avere la disponibilità delle nuove strutture ma non ci sono altre soluzioni per tamponare l’emergenza. Anche il personale in forza al cimitero è a ranghi ridotti. Ci sono tre “operai”, tutti portatori di invalidità. (redazione@corrierecal.it)

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