Clamoroso dietrofront politico a Guardia Piemontese dove il sindaco Vincenzo Rocchetti ha ufficialmente ritirato le proprie dimissioni, decidendo di proseguire il mandato alla guida del comune occitano. La svolta è stata formalizzata attraverso una comunicazione ufficiale, contrassegnata dal protocollo numero 4686, indirizzata al consiglio comunale, al segretario comunale Francesco Vergara e per conoscenza alla prefettura di Cosenza. Il primo cittadino era balzato al centro della cronaca politica locale lo scorso 10 giugno 2026, data in cui aveva depositato la lettera di dimissioni, registrata al protocollo dell’ente con il numero 4402. In base a quanto previsto dall’articolo 53 del decreto legislativo 267 del 2000, il capo dell’amministrazione comunale aveva a disposizione venti giorni per rendere irrevocabile la sua decisione o per ritornare sui suoi passi, e la scelta di permanenza è giunta a soli nove giorni di distanza dal primo annuncio. Alla base del ripensamento, come spiegato dallo stesso Rocchetti nel documento ufficiale datato 19 giugno 2026, vi sarebbero le numerose attestazioni di solidarietà ricevute in questo breve lasso di tempo da parte della cittadinanza e delle forze politiche, unite a pressanti inviti a recedere dal proposito di abbandonare la guida del paese. Il sindaco ha sottolineato come l’assunzione di responsabilità richiesta dall’attuale situazione amministrativa e il preminente interesse generale della comunità lo abbiano convinto a mantenere l’impegno preso con gli elettori, confermando l’intenzione di proseguire il lavoro con il massimo sforzo. Contestualmente al ritiro del provvedimento, è stato chiesto al segretario comunale di avviare immediatamente gli adempimenti di rito previsti dalla normativa vigente, provvedendo alla tempestiva notifica dell’atto a tutti i consiglieri comunali e al prefetto di Cosenza per la regolare ripresa delle attività istituzionali. Sulla vicenda si è espressa la minoranza: «Dopo aver certificato con la sua lettera di dimissioni che il comune versa in condizioni disastrose, oggi per come previsto da copione ritira le dimissioni, anche per fronteggiare ” scossoni “, “appetiti ” e ” manovre ” della stessa maggioranza. Oggi ritorna nella sua stanza al ” comando ” di un paese fantasma. La solidarietà si da a chi è vittima di violenza, di abusi, di ingiustizie e non a chi ha la colpa grave di aver malgovernato per 10 anni e ridotto un paese allo stremo e con 5.000.000 di euro (quelli noti) di debiti. La realtà è sotto gli occhi di tutti, incapacità amministrativa e attaccamento al “comando” giocando con le istituzioni.Il vittimismo è l’alternativa alla mancanza di coraggio di voler ammettere che si è fallito».

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