FUSCALDO- Il caso del depuratore di Fuscaldo continua a scuotere la vita politica e sociale del comune tirrenico, trasformandosi in una vera e propria emergenza che vede contrapposte la gestione amministrativa e le denunce dei consiglieri di minoranza. La vicenda ha radici nell’agosto del 2025, quando la Procura della Repubblica di Paola dispose il sequestro preventivo dell’impianto a causa di presunte violazioni ambientali. Le indagini avevano portato alla luce una situazione allarmante caratterizzata da scarichi fuori norma, inefficienza strutturale del ciclo depurativo e sversamenti diretti nel torrente Maddalena e nelle acque del Tirreno. La solidità dell’impianto accusatorio è stata recentemente ribadita nel 2026 dalla Corte di Cassazione, che ha confermato il provvedimento di sequestro.
Nonostante l’amministrazione comunale abbia rivendicato una serie di azioni concrete, tra cui lo stanziamento di circa 950.000 euro per la rete fognaria e la manutenzione straordinaria di alcune componenti elettromeccaniche, il gruppo di minoranza composto dai consiglieri Filella e Carnevale contesta duramente l’efficacia di tali misure. Secondo l’opposizione, si tratterebbe esclusivamente di interventi tampone incapaci di risolvere le criticità strutturali che tengono ancora l’impianto sotto i sigilli dell’autorità giudiziaria. La mancanza di una tempistica certa per il dissequestro e la persistente opacità sulle responsabilità gestionali sono i punti cardine della protesta politica che ha portato alla richiesta di un consiglio comunale urgente.
Le ripercussioni di questo stallo sono molteplici e toccano ogni fibra della comunità. Oltre all’evidente danno ambientale, si registra una forte preoccupazione per la salute pubblica e un impatto economico devastante sul settore turistico e balneare, pilastri dell’economia locale. La minoranza sottolinea come la perdita di fiducia nelle istituzioni e il rischio di veder sfumare importanti finanziamenti pubblici rappresentino un’ipoteca sul futuro del territorio. In una nota ufficiale, il gruppo consiliare ha espresso la propria posizione con parole di ferma condanna per l’attuale gestione della crisi.
Non è più tempo di annunci o giustificazioni hanno dichiarato i consiglieri Filella e Carnevale aggiungendo che Fuscaldo merita verità e soluzioni concrete poiché non si può continuare a minimizzare una vicenda che coinvolge ambiente, salute e sviluppo economico del territorio. La richiesta di trasparenza mira a ottenere risposte definitive su chi debba rispondere del danno d’immagine subìto dalla cittadina e su quali siano i reali ostacoli che impediscono il ritorno alla normalità. La questione del depuratore resta dunque una ferita aperta che richiede un cambio di passo immediato nell’azione amministrativa, affinché il diritto dei cittadini a un mare pulito e a una gestione trasparente della cosa pubblica venga finalmente garantito.




































