Un duro attacco politico arriva a Cetraro da Italia del Meridione, che punta il dito contro l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Aita in merito agli aumenti ritenuti illegittimi della tassa sui rifiuti e del canone idrico per l’annualità in corso. Attraverso una nota ufficiale, il coordinamento di sezione del partito ha denunciato la condotta della maggioranza, accusata di aver scelto la via del silenzio di fronte a rilievi istituzionali di estrema gravità. La polemica nasce da quella che viene definita una palese irregolarità procedurale nella costruzione dei tributi, contestata formalmente in due precedenti comunicati stampa in cui si chiedeva di ripristinare la legalità prima dell’invio degli avvisi di pagamento. Secondo Italia del Meridione, l’amministrazione comunale avrebbe manifestato un atteggiamento di insofferenza verso ogni controllo esterno, rintanandosi in un abituale “mutismo” rispetto alle cose che contano e presumendo di poter “segretare” le ragioni di una gestione definita vessatoria considerandola una “ragion di stato”. Il partito ha ribadito la propria intenzione di andare fino in fondo, utilizzando tutti i mezzi democratici per contrastare quella che definisce l’inaccettabile e spregiudicata prepotenza del Palazzo nel non dover render conto a nessuno, in special modo ai “poveri e bastonati cittadini”, delle loro decisioni di governo, aggiungendo ulteriori aumenti alle tariffe dei due servizi già contabilizzate al “massimo previsto dalla legge”. Nel comunicato si sottolinea come la strategia delle bocche chiuse abbia prodotto nei fatti un vero e proprio “silenzio-assenso”, che si traduce nella chiara e inequivocabile ammissione delle “illegittimità” commesse in sede di contabilizzazione delle tariffe 2026 per i servizi Tari e idrico. La sezione locale di Italia del Meridione ha concluso esprimendo grande soddisfazione per aver denunciato pubblicamente un “ignobile abusivismo tributario”, auspicando un intervento tempestivo degli organismi di controllo competenti per rilevarlo e sanzionarlo.

































