BELVEDERE MARITTIMO- Che fine ha fatto il Patto per la Città a Belvedere Marittimo? Il progetto lanciato lo scorso 10 luglio con una nota stampa firmata da Eugenio Riente, Emanuela Arnone e Rachele Grosso Ciponte sembra essersi dissolto nel nulla prima ancora di muovere i primi passi, o, probabilmente potrebbe essere semplicemente in vacanza, considerata l’ottima estate Belvederese e la qualità del mare eccellente e cristallino nel comune dellla Riviera dei Cedri. Presentato come un contenitore aperto al confronto e alla partecipazione, l’annuncio non aveva in realtà scaldato gli animi dei cittadini e da quel giorno, a distanza di quasi due mesi, si sono perse le tracce: niente incontri sul territorio, niente tavoli tematici e della sbandierata conferenza stampa di presentazione non c’è più alcuna ombra, lasciando il dubbio se il gruppo sia già andato in ferie o se si sia definitivamente arenato. Come vi avevamo già anticipato, la teoria del civismo è crollata ben presto: la natura prettamente di centrodestra dell’operazione era stata infatti incautamente affermata da un aspirante componente del gruppo stesso, salvo poi registrare la pronta smentita, giunta telefonicamente alla nostra redazione, da parte di uno dei big dei partiti direttamente, o indirettamente, coinvolti nel patto: Una goffa contraddizione che ha finito per compromettere sul nascere qualsiasi potenziale adesione da soggetti richiamanti al centrosinistra locale. D’altronde la carta d’identità politica del trio promotore parla chiaro: Emanuela Arnone e Rachele Grosso Ciponte risultano tesserate di Forza Italia, seppur in una posizione di netta minoranza nella sezione locale e in dissenso con la maggioranza che ha eletto Marco Liporace alla guida del partito, mentre Eugenio Riente è il segretario cittadino di Fratelli d’Italia. Risulta quindi ben difficile credere che una formazione con questi presupposti possa davvero porsi in alternativa alla propria area politica sposando una sorta di civismo. Una confusione strategica, dettata probabilmente da invidie e gelosie, resa ancora più evidente dal corto circuito andato in scena durante alcuni recenti eventi pubblici. Se da una parte all’arrivo del presidente Roberto Occhiuto a Belvedere Marittimo si è notata la parziale, o quasi totale, assenza degli alleati di Fratelli d’Italia, dall’altra parte si è assistito al paradosso opposto: i locali di Forza Italia si sono presentati all’evento organizzato da FDI nel centro storico, in Piazza Amellino, proprio mentre sul palco presenziavano i big nazionali del partito della Meloni con tanto dell’intervento della vicesindaca Francesca Impieri! Quadri che immortalano possibili spaccature che potrebbero imbarazzare il modello regionale di centrodestra? Staremo a vedere è ancora presto dirlo, ma gli indizi lascerebbero pensare questo. Ma la stasi del Patto non è l’unica nel panorama cittadino: anche sul fronte del centrosinistra si registra una fase di stallo, con il tavolo composto da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle (al quale avrebbe aderito anche Filippo Perrone in forma autonoma dopo la spaccatura di Futura) che non è mai davvero decollato, rimanendo quasi fermo ai blocchi di partenza. Chi invece sembra fare sul serio sul versante puramente civico è l’asse composto da Impegno Comune e Alternativa Popolare, con Massimilla, Cauteruccio, Greco e Martucci che pare abbiano avviato un dialogo concreto cercando una vera intesa politica. Tra patti di centrodestra, un centrosinistra al palo, e la forza di Governo che corre sull’asse Impieri-Cascini, il rischio per gli altri è di rimanere schiacciati e di finire tra un’impronta ideologica mal celata, faide interne, gelosie e un’assenza totale di iniziative pratiche: in parole povere nel classico fuoco di paglia: una meteora politica passata inosservata tra l’indifferenza generale della cittadinanza. ….Continua….

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