BELVEDERE MARITTIMO- «Dopo la Sentenza della Corte dei Conti ritengo doveroso, nei confronti dei cittadini, ricostruire con precisione i fatti e chiarire la mia posizione, sul piano sia giuridico sia politico, alla luce del ricorso in opposizione che ho già proposto e sulla Sentenza, non definitiva e che sarà oggetto di Appello davanti alla Corte Centrale dei Conti a Roma. La sentenza della Corte dei Conti riguarda profili di responsabilità connessi al dissesto finanziario dell’Ente e prevede una sanzione pecuniaria nei miei confronti; peraltro la Corte, accogliendo in parte l’opposizione, ha dimezzato la sanzione richiesta dalla Procura.La sentenza non contiene alcun dispositivo che disponga le mie dimissioni dalla carica di Assessore.
La sentenza non dichiara la mia incandidabilità e/o ineleggibilità, ma richiama la disciplina normativa (art. 248 TUEL), ritenendo che eventuali effetti ulteriori discendano direttamente dalla legge e non da una pronuncia costitutiva del giudice contabile.
Il giudice contabile, come risulta dalla sentenza, si limita all’accertamento dei presupposti e alla trasmissione degli atti agli organi competenti (Comune e Prefettura), senza adottare alcun atto di rimozione dalla carica.
Nel ricorso, inoltre, i miei avvocati hanno ottenuto la remissione alla Corte costituzionale dell’art. 248, commi 5 e 5‑bis, del TUEL, evidenziando il carattere ingiusto e sproporzionato di una disciplina che, in concreto, rischia di colpire indistintamente amministratori con ruoli e responsabilità molto diversi tra loro; e la Corte Costituzionale ha bacchettato il legislatore in ordine alla necessità di mettere ordine in tale groviglio di norme La mia posizione è chiara: mi sto difendendo nelle sedi competenti, utilizzando gli strumenti previsti dall’ordinamento e contestando, punto per punto, gli addebiti che mi vengono mossi.
È necessario ricordare che ho ricoperto la carica di Assessore al turismo nel periodo 2014‑2018 e che molti dei rilievi contabili e delle criticità richiamate nella sentenza si riferiscono a fatti e scelte gestionali risalenti ad anni precedenti il mio mandato. La mia delega assessorile era circoscritta principalmente al settore del turismo e non comprendeva la gestione complessiva della finanza e della contabilità dell’ente. In Sentenza non è stata dimostrata alcuna condotta dolosa o di colpa grave specificamente riconducibile al mio operato, né un apporto causale determinante al verificarsi del dissesto, elementi questi che saranno oggetto di esame in appello.Durante il mio mandato, mi sono attivata per contribuire, nell’ambito delle mie competenze, al miglioramento dei conti dell’ente e al recupero di entrate intraprendendo iniziative per il contrasto all’evasione di tributi locali (IMU, TARI, servizio idrico, imposta di soggiorno), anche mediante l’affidamento di specifici incarichi esterni di supporto.Tali iniziative hanno prodotto riscossioni effettive e maggiori entrate, che avrebbero dovuto essere adeguatamente considerate nella valutazione complessiva della gestione; ho sempre operato in piena trasparenza, nel rispetto delle norme e con l’obiettivo di tutelare l’interesse generale della comunità. Alla luce di quanto esposto non esiste alcun obbligo giuridico di dimettermi derivante dalla sentenza della Corte dei Conti.
La sentenza non è definitiva (e nessuno può essere considerato colpevole sino alla sua definitività), in corso di un regolare procedimento di appello, nel quale confido. Sono sempre stata e resto a completa disposizione degli organi competenti e della cittadinanza per ogni ulteriore chiarimento, nella convinzione che la trasparenza e il rispetto delle istituzioni siano la risposta più efficace a ogni strumentalizzazione politica». È quanto dichiara in una nota ufficiale il Vicesindaco di Belvedere Marittimo Francesca Impieri.

































