Riceviamo e pubblichiamo: “Come abbondantemente pronosticato da questo Partito, il nostro Comune, e solo il nostro Comune nell’intera Penisola, ha imposto ai cittadini residenti, e non residenti, il pagamento della TARI e dell’Idrico al massimo dei relativi Costi totali, con l’aggiunta di aumenti illegittimi, che solo ad una cinica e spietata classe di amministratori poteva venire in mente di fare.” In tutta la storia democratica e repubblicana della nostra Massima Istituzione comunale non si era mai visto un accanimento fiscale come quello dimostrato e messo in opera da questo Sindaco e dell’intera sua maggioranza. Lo testimonia, in particolare, l’approvazione degli aumenti delle tariffe TARI e, soprattutto, IDRICO-FOGNANTE per i prossimi tre anni, perseguiti attraverso ulteriori incrementi dei costi totali dei due Servizi. Già calcolati, tra l’altro, ai livelli massimi per opera di Legge e per le conseguenze del dissesto. Tale inaccettabile condotta, ordita ai danni di famiglie, ormai ridotte al collasso economico da quotidiani rincari nazionali di generi e servizi di prima necessità, è stata realizzata, esclusivamente, attraverso procedure di solari illiceità e artefici contabili con vizi di illegittimità. La realtà dei fatti è che questi “generatori istituzionali del bene pubblico(?)”, genomicamente discendenti dagli esattori bizantini, in sede di approvazione del “Bilancio di Previsione 2026-2028” hanno inteso applicare alle singole tariffe del Servizio Idrico e Fognante un di costo, — chiamato “theta”–, per come predisposto dall’ARRICAL, al secolo: “Autorità Rifiuti e Risorse Idriche della Calabria”. Non ha alcun interesse la quantità economica degli aumenti, ai fini istituzionali! La denuncia politica di questo Partito si fonda sulla totale trasgressione di leggi e norme ordinamentarie perseguita dagli amministratori per raggiungere i loro obiettivi di natura tributaria! Nella loro minimezza gestionale, infatti, non hanno per niente considerato che gli stessi coefficienti di aumento, prescritti dal citato Organismo regionale, nel nostro caso, non potevano essere applicati singole utenze, in quanto dedotti in ordine a presunti consumi, totalmente inventati dagli uffici comunali competenti e, irresponsabilmente, adottati dagli insipienti governanti della nostra cosa pubblica. Sarà un ventennio, forse, che il nostro Ente non dispone di un servizio attivo di lettura dei contatori, in piena contraddizione con la legge nazionale e secondo una condotta omissiva e commissiva rispetto ai numerosi rilievi mossi dalla Sezione Regionale della Corte dei Conti. Ma, non si vedeva l’ora di rinverdire la memoria ai giudici della Corte dei Conti! Neanche le prescrizioni dell’ARERA, l’Organismo indipendente nazionale di “Autorità di Regolazione per ’Energia, Reti e Ambiente”, forse perché neanche conosciute dagli attuali amministratori, sono state in grado di dissuadere quest’ultimi dal commettere simili azioni vessatorie ai danni di una Comunità, che già patisce un numero inquantificabile di altre esose e generalizzate imposizioni fiscali di derivanza comunale. Questa Autorità, creata dal Governo per regolamentare il calcolo delle tariffe idriche e difendere i diritti degli utenti finali, ha, tra l’altro, il compito di promuovere la trasparenza delle bollette e la qualità dei servizi”. La stessa ha sempre ritenuto oltremodo “illegittimo il calcolo del consumo dell’acqua ”, in quanto il presupposto stesso della fatturazione, con tale sistema, viola i princìpi fondamentali della regolazione idrica nazionale! Nei casi di un mancato ed immediato correttivo di tale imposizione tributaria, i pressapochisti governatori dei Conti del nostro Comune non possono non assumersi tutte le responsabilità amministrative per le illecite tassazioni di Servizi così essenziali. Ancorpiù per l’attestazione di Entrate giuridicamente incongruenti, in sede di approvazione del “Bilancio di Previsione 2026-2028”! Ciò che ne è venuto fuori da tale insensatezza, comunque, è praticamente irricevibile e disarmante in materia di equa e giusta formulazione della pressione tributaria nella nostra città! Roba da chiedere pubblicamente scusa alle tante famiglie, composte da un solo componente che, per effetto di calcoli scriteriati, si ritrovano a pagare tali aumenti in uguale misura a famiglie più numerose. Magari, contando su una misera pensione sociale come unico reddito! Più lieve l’aumento della TARI! Ma, la sostanza non cambia! Anche in questo caso, il rincaro è determinato da illecite manipolazioni contabili. Si potrebbe politicamente configurare come “appropriazione indebita” dei derivati, anche quest’anno, dall’annuale vendita dei rifiuti riciclabili dell’Ente ed utilizzate per scopi, di cui non è stato possibile, finora, conoscere la natura! Non sono questi i criteri di trasparenza ed equità cui si ispira la nostra Costituzione! Se apriamo bene gli occhi, tuttavia, non possiamo non accorgerci delle profonde ferite che, nel frattempo, sono state inferte allo “ stato di diritto”, nella nostra città! Uno che 174 cittadini, — così come apprendiamo dai giornali –, sono stati costretti a difendere attraverso un legittimo e democratico esposto-denuncia alla Procura di Paola, al fine di tutelare la loro sicurezza e quella dei loro figli, di fronte ai pericoli di una strada malridotta e insidiosa, che unisce ben quattro contrade delle aree interne cittadine! Semplicemente disarmante, finora, la dichiarazione pubblica dell’assessore ai Lavori Pubblici nel tentativo di spiegare, ai cittadini, le ragioni del mancato intervento riparatore del Comune a distanza di un anno». È quanto dichiara la sezione locale di Italia del Meridione in una nota stampa.

































