GUARDIA PIEMONTESE – Si è tenuto oggi il consiglio comunale di Guardia Piemontese in seconda convocazione, dopo che la prima seduta era andata deserta per mancanza del numero legale e la totale assenza iniziale della maggioranza, lasciando i banchi occupati soltanto dai consiglieri di minoranza. I lavori, seguiti da vicino dal capogruppo Antonietta D’Angelis insieme ai consiglieri Francesco Pietramala e Andrea Muglia, hanno subito una serie di pesanti battute d’arresto che hanno fatto emergere tutte le criticità politico-amministrative della gestione in corso del Sindaco Rocchetti. La seduta ha registrato immediatamente lo stop ai punti tre, quattro e cinque all’ordine del giorno, con il terzo punto saltato a causa dell’arrivo tardivo, avvenuto soltanto in mattinata, del parere del revisore che ha reso impossibile correggere i diversi refusi presenti, mentre il quarto e il quinto punto sono stati inevitabilmente rinviati per la totale mancanza del prescritto parere tecnico-contabile. Il vero scontro politico si è consumato sul sesto punto relativo all’assestamento generale di bilancio e alla salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2026, un provvedimento cruciale che l’amministrazione ha voluto comunque blindare e approvare nonostante il parere nettamente contrario e durissimo formulato dall’organo di controllo contabile. La minoranza consiliare ha usato parole di fuoco per stigmatizzare la condotta della maggioranza, evidenziando il valore dirompente del documento redatto dal revisore unico, la dottoressa Maria Pipita, che smonta punto per punto le certezze dell’esecutivo. Nel verbale ufficiale si legge chiaramente come l’organo di revisione abbia evidenziato la mancata riconciliazione con il precedente parere fortemente negativo sul bilancio di previsione reso circa quattro mesi prima, la presenza di criticità irrisolte sui residui attivi e sulla bassissima capacità di riscossione delle entrate, l’assenza di un quadro chiaro e analitico sui debiti fuori bilancio emersi nell’esercizio precedente e non adeguatamente coperti, oltre a fondi crediti di dubbia esigibilità e accantonamenti ritenuti inadeguati e incongrui rispetto alla massa e alla vetustà dei residui. Di fronte a questo quadro contabile allarmante, che certifica l’assenza di una reale dimostrazione del superamento delle criticità passate, il revisore ha espresso una valutazione netta che l’opposizione ha voluto rilanciare integralmente: “alla luce di quanto sopra esposto e, in particolare, delle criticità risultanti dalla relazione sul Rendiconto 2025, della mancata riconciliazione con il parere non favorevole sul Bilancio di previsione 2026-2028 reso circa quattro mesi prima con verbale n. 42 del 26.04.2026, delle rilevanti difformità e incongruenze riscontrate tra la proposta n. 19 del 25.08.2026 e i prospetti e le relazioni ad essa allegati e dell’assenza, allo stato della documentazione esaminata, di elementi sufficienti a dimostrare il definitivo superamento dei rilievi relativi a equilibri di parte corrente e capitale, residui e riscossioni, debiti fuori bilancio, accantonamenti e passività potenziali, il Revisore Unico ritiene che non sussistano i presupposti per attestare il permanere degli equilibri di bilancio dell’esercizio 2026 nei termini rappresentati dalla proposta” e, per tali motivi, “esprime parere non favorevole” sulla proposta di assestamento e salvaguardia degli equilibri di bilancio. Per i consiglieri di minoranza l’approvazione forzata di un bilancio blindato contro il parere contabile rappresenta un atto gravissimo che espone l’ente a scenari di profonda incertezza finanziaria e amministrativa.

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