Ettore Morelli, segretario del Partito Democratico di Rende, interviene sul nuovo regolamento generale delle entrate tributarie del Comune di Rende approvato dal Consiglio il 27 febbraio 2026, sollecitando l’Amministrazione di Rende a modificare con urgenza l’articolo 18 del testo, nel segno dell’equità e della giustizia sociale. Secondo il segretario dei Dem, le variazioni introdotte col nuovo regolamento risultano complessivamente peggiorative rispetto alla disciplina precedente, al netto dell’unica nota positiva: l’abrogazione dell’obbligo di presentare idonea garanzia per le rateizzazioni di importi superiori ai 25mila euro. Morelli osserva come le nuove norme innalzino la soglia minima per accedere ai piani rateali e riducano drasticamente il numero di rate concedibili. “Oggi, infatti, con le nuove disposizioni normative, i cittadini possono dilazionare il debito verso il Comune solo a partire da una cifra minima di 1.000 euro, mentre in passato la soglia minima era fissata a 500 euro. A peggiorare il quadro è la netta sforbiciata al numero di rate. Per cifre da 1.001,00 a 5.000 euro sono concesse appena 4 rate mensili, a fronte delle 24 previste dal vecchio regolamento.” Una scelta che, secondo Morelli, rischia di gravare soprattutto sulle famiglie più fragili, rendendo più difficile il pagamento della TARI e delle altre imposte comunali. “È impensabile ritenere che una famiglia possa pagare 5.000 euro in soli quattro mesi. I cittadini vogliono pagare, ma a queste condizioni diventa complicato. Il nuovo piano allontana la riscossione dai principi di proporzionalità.”, evidenzia il giovane segretario. Segnala inoltre l’urgenza dell’intervento normativo in vista della scadenza dei termini per la definizione agevolata a fine luglio. Superata quella data, infatti, le richieste di dilazione dei tributi locali saranno disciplinate esclusivamente dal contestato articolo 18 del regolamento generale. Infine osserva: “il nuovo articolo 18, peraltro, entra in contrasto anche con la normativa nazionale (l. 160/2019), laddove prevede la decadenza del beneficio della rateizzazione dopo il mancato pagamento di una sola rata. Ai sensi della fonte primaria, infatti, la decadenza è prevista nel caso di mancato pagamento, dopo espresso sollecito, di due rate anche non consecutive nell’arco di sei mesi nel corso del periodo di rateazione”.
Per queste ragioni, Morelli chiede all’Amministrazione comunale di rivedere le disposizioni del nuovo regolamento generale delle entrate tributarie, ampliando le possibilità di rateizzazione. Le proposte dei Dem prevedono il ripristino (o l’incremento) del numero di rate concedibili, nonché l’introduzione di criteri di decadenza meno penalizzanti, evitando che il mancato pagamento di una sola rata comporti la perdita automatica del beneficio.
“Soprattutto in questo momento storico, segnato da un drastico rincaro del costo della vita, occorre garantire un equilibrio tra le esigenze di cassa dell’Ente e la reale capacità contributiva della comunità. Il sistema fiscale locale deve rimanere equo, sostenibile e rispettoso delle esigenze sociali dei cittadini “, conclude Morelli.




































