CETRARO- Un silenzio amministrativo che rischia di costare carissimo alla comunità di Cetraro Marina e all’intero territorio diocesano. Il progetto per la realizzazione del nuovo Centro Pastorale Parrocchiale della Parrocchia San Marco Evangelista è infatti bloccato tra le maglie della burocrazia comunale, mettendo a serio rischio gli importanti finanziamenti già assegnati dalla Conferenza Episcopale Italiana attraverso i fondi dell’otto per mille. A lanciare un accorato e fermo appello pubblico è direttamente il parroco, don Loris Sbarra, unitamente al Consiglio pastorale parrocchiale, che in una lettera aperta indirizzata alla cittadinanza e alle istituzioni ha espresso profonda preoccupazione per i gravi e inspiegabili rallentamenti che stanno interessando l’iter per l’ottenimento del Permesso di Costruire. L’istanza è stata formalmente presentata al Comune di Cetraro il 22 agosto 2025 e, nonostante l’Ufficio Tecnico Comunale abbia espresso parere favorevole riconoscendo la pubblica utilità dell’opera, il passaggio cruciale in Consiglio Comunale per l’autorizzazione in deroga agli strumenti urbanistici vigenti non è ancora avvenuto. Sono passati ormai oltre nove mesi dalla presentazione della domanda e più di quattro mesi dal deposito di tutte le integrazioni richieste dagli uffici competenti, ma l’organo consiliare non ha ancora adottato la deliberazione necessaria per consentire il proseguimento del percorso. La situazione si fa di giorno in giorno più drammatica a causa di una scadenza perentoria fissata proprio dalla Cei, che ha stabilito nel mese di ottobre 2026 il termine ultimo per l’ottenimento del titolo edilizio, decorso il quale i finanziamenti verrebbero integralmente revocati. Un danno incalcolabile per un’opera concepita come un presidio sociale ed educativo fondamentale, pensata per i giovani, le famiglie e gli anziani, e destinata a ospitare attività pastorali, formative e ricreative in locali finalmente adeguati rispetto a quelli attuali, ormai insufficienti. I tentativi di sbloccare la pratica per le vie istituzionali si sono finora scontrati con un muro di gomma. Dopo un primo sollecito formale via Pec inviato il 15 aprile 2026, a cui erano seguite rassicurazioni verbali da parte del sindaco, il parroco ha inviato un ulteriore sollecito il 15 maggio 2026 a tutto il vertice amministrativo, inclusi i consiglieri, il Responsabile dell’Ufficio Tecnico e il Segretario comunale, senza ricevere alcuna risposta. Don Loris Sbarra ci tiene a precisare che l’iniziativa non vuole alimentare polemiche o divisioni, bensì risponde al dovere morale di informare la comunità con chiarezza sulle sorti di un bene comune: «Mi rivolgo a voi con il cuore di padre e di pastore, nella trasparenza e nella verità che devono sempre caratterizzare il cammino di una comunità cristiana. Questa meravigliosa opera appartiene alla comunità: ai giovani di oggi e di domani, che attendono spazi sani in cui crescere; alle famiglie, che chiedono luoghi di incontro e di formazione; a tutti coloro che credono che il futuro del nostro territorio passi soprattutto attraverso l’educazione, la cultura della legalità e la presenza viva della Chiesa accanto alle persone». L’appello finale è dunque rivolto con urgenza all’Amministrazione Comunale affinché prevalgano il senso di responsabilità e la sensibilità istituzionale per dare una risposta definitiva a una cittadinanza che attende da troppo tempo, evitando che le lungaggini burocratiche facciano svanire un’opportunità di riscatto e crescita per le future generazioni: «Come Parroco continuerò a operare con responsabilità e spirito di collaborazione istituzionale, ma sento il dovere di chiedere con fermezza che ciascuno faccia la propria parte, nel rispetto del bene comune e delle legittime aspettative della cittadinanza».

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