​A partire da domani, la Presidenza della Provincia passerà ufficialmente nelle mani di Franz Caruso o Biagio Faragalli. Il responso definitivo arriverà però già in serata, al termine dello scrutinio che seguirà la chiusura dei seggi (aperti oggi dalle 8:00 alle 20:00 per il voto degli amministratori locali). ​L’appuntamento elettorale mette fine al mandato quadriennale di Rosaria Succurro. Oltre al Presidente, si elegge il Consiglio Provinciale, che quest’anno scende a 12 componenti (due in meno rispetto al passato): un taglio dovuto al calo demografico della provincia, ora scesa sotto la soglia dei 700.000 residenti.

​Il Meccanismo del Voto Ponderato

​Secondo le norme della Legge Delrio, non tutti i voti hanno lo stesso valore. Il peso elettorale è determinato dalla grandezza dei comuni rappresentati: Fascia E (30.001 – 100.000 abitanti): Include Corigliano Rossano, Cosenza e Rende. Indice di ponderazione: 325 (il valore massimo).

​Gli Equilibri Politici

​Sulla carta, Franz Caruso gode di un vantaggio strategico. Le tre città principali che compongono la fascia di peso maggiore sono infatti governate da coalizioni di centrosinistra. Nonostante le frizioni registrate all’interno del “campo largo” durante la stesura degli accordi, il sostegno dei grandi centri sembra pendere a favore del sindaco di Cosenza. Quelle odierne sono delle elezioni anche politiche ed indicative dello stato in essere dei partiti. Il Centrosinistra dopo aver fatto sintesi tenta di risorgere. Una vittoria permetterebbe al campo largo (Nonostante le defezioni interne dei Franchi Tiratori) di rimettere in discussione la leadership del centrodestra, mettendo una bandierina importante sull’ente Provinciale più vasto della Calabria. Faragalli invece è atteso alla prova del nove. Il Sindaco di Montalto, uomo forte di Gianluca Gallo, è stato scelto sulla falsariga del modello regionale a forte trazione forzista. Una eventuale vittoria di Faragalli orienterebbe ancora una volta il centrodestra su posizioni di leadership degli azzurri, su tutte quelle dell’Assessore all’agricoltura, ma una eventuale sconfitta potrebbe innescare anche reazioni e ragionamenti interni. Il tutto con le elezioni del 2027 sempre sullo sfondo, ed i tavoli romani che attendono e guardano sornioni.

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