Nella giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo il Codacons, raccogliendo l’accorato appello rivoltogli dall’Associazione “Un futuro per l’autismo onlus” – diffida la Regione Calabria a garantire il rispetto delle linee guida nazionali e, quindi, riconoscere la priorità vaccinale a tutti i soggetti con “disabilità gravi” ed alle loro famiglie.
Si tratta di persone, spesso già duramente penalizzate dal mondo della scuola, che ora vengono incredibilmente dimenticate anche per quanto attiene la priorità nella somministrazione del vaccino anti-covid.
Non usa mezzi termini il Codacons che parla di una irresponsabile disattenzione che finisce per isolare tante famiglie e lasciarle in una condizione di sconsiderata emarginazione.
Il Ministero della Salute, in data 10 marzo 2021, ad integrazione del Piano vaccinale nazionale, ha previsto e riconosciuto la priorità per la categoria “elevata fragilità”, ricomprendendo, appunto, i “disabili gravi” (art. 3, comma 3, legge 104/92) ed i familiari conviventi e “caregiver”, che forniscono assistenza continuativa.
Eppure – mentre in molte regioni si è già data priorità ai disabili gravi, tanto da siglare accordi con i medici di “base”, per provvedere senza indugio a garantire la priorità ai loro pazienti “fragili” – in Calabria il virus si combatte con i comunicati stampa.
Il trionfo dell’apparire con messaggi che, addirittura, si auto-smentiscono.
La regione gioca con la salute di migliaia di famiglie, di fatto, già vergognosamente abbandonate – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – rimaste sole ad occuparsi di chi, purtroppo, non riesce ad indossare i dispositivi di protezione o rispettare le misure di protezione.
In pratica, come fossimo sul ponte del Titanic, invece di preoccuparsi delle persone fragili e delle loro famiglie, si emettono ameni comunicati stampa che dimostrano l’ignoranza delle disposizioni e delle priorità riconosciute dal governo.
Ma andiamo con ordine.
Il 25 marzo il Dipartimento della Tutela della Salute sente l’impellente bisogno di emettere un comunicato stampa per invitare “tutti i soggetti estremamente vulnerabili che per qualsiasi motivo non riescono ad effettuare la prenotazione mediante i canali telematici” a “compilare il modulo” ed inviarlo “ESCLUSIVAMENTE via mail a piattaformavaccini@regione.calabria.it”.
Quindi basta una mail.
A distanza di neppure una settimana, lo stesso Dipartimento, con il comunicato stampa del 30 marzo, spiega come NON sia possibile effettuare prenotazioni tramite mail.
Contrordine.
Si spiega, infatti, come le prenotazioni siano possibili SOLO su prenotazioni.vaccinicovid.gov.it/cit/#/login o chiamando il numero verde di Poste Italiane 800.009.966 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18 (escluso sabato e festivi).
Abbiamo scherzato. Praticamente la Regione smentisce se stessa.
Ma non finisce qui.
Infatti, calpestando le priorità nazionali, impedisce di effettuare prenotazioni per i familiari e conviventi di persone fragili ed i caregiver.
Glissiamo sulle disfunzioni della piattaforma per amor di patria.
Praticamente nella “Repubblica delle banane” ovvero la regione dove il maggior supporto è stato fornito alla categoria “altri”, si decide di relegare in un limbo i familiari dei disabili gravi.
Evidentemente non hanno santi in paradiso.
Per comprendere l’irresponsabilità di chi giunge a negare la priorità ai familiari dei disabili gravi, proviamo a pensare ai tanti genitori, magari anziani, abbandonati a seguire – da soli – autistici adulti, non collaboranti.
La Regione Calabria – negando la priorità ai familiari dei disabili gravi – conclude Di Lieto – si assume la grave responsabilità di esporre a rischio non solo gli stessi disabili, ma anche tutti i familiari e tutti gli operatori che ruotano intorno alle persone con disabilità.
Per questo motivo il Codacons ha diffidato la Regione ad evitare ulteriori e surreali comunicati stampa e pensare a come garantire sostegno e tutela alle famiglie, nel rispetto delle linee guida nazionali e, pertanto, riconoscendo priorità vaccinale ai familiari dei soggetti con “disabilità gravi”.
Le chiacchiere ed i comunicati stampa contraddittori, proprio nella giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, finiscono per tradursi in una mancanza di rispetto per chi soffre.