SANTA MARIA DEL CEDRO- «Le immagini che giungono in queste ore da Santa Maria del Cedro non sono solo la cronaca di un evento meteo avverso; sono la prova fotografica di un fallimento amministrativo e tecnico senza precedenti. Le foto mostrano chiaramente pontili in legno che “navigano”, vialetti d’accesso trasformati in canali e centraline elettriche letteralmente sommerse. A Santa Maria del Cedro sono stati spesi oltre 1,5 milioni di euro di soldi pubblici per realizzare nuove opere che, puntualmente, affondano a ogni mareggiata o pioggia intensa. Non è una tragica fatalità: è la cronaca di un disastro annunciato. In un’epoca segnata da cambiamenti climatici estremi, con la crisi ambientale che bussa violentemente alle nostre porte, non è ammissibile che uno studio di fattibilità ignori totalmente l’innalzamento del livello del mare e l’intensità delle precipitazioni? Com’è possibile progettare parchi e percorsi turistici senza prevedere opere idrauliche sottostanti capaci di drenare l’acqua e difendere l’area? Oltre al danno, la beffa. Gli impianti elettrici, realizzati in zone a evidente rischio allagamento, vengono regolarmente danneggiati. Risultato? Ogni anno migliaia di euro dei contribuenti vengono bruciati per ripristini che durano lo spazio di una stagione. “Non possiamo più accettare che il bene comune venga gestito con tanta approssimazione,” dichiara Biagio Farace, capogruppo di Insieme per il Futuro. “L’amministrazione guidata da Ugo Vetere sembra vivere in un altro mondo, disinteressata alla sicurezza e all’incolumità pubblica. Di chi è la responsabilità? Se un professionista sbaglia, paga. Se un amministratore non vigila sulla corretta esecuzione delle opere, non dovrebbero essere i cittadini a coprire il buco in bilancio.” Mentre a Santa Maria del Cedro si costruisce “sott’acqua”, altre realtà italiane dimostrano che mitigare il cambiamento climatico non solo è possibile, ma è un dovere civico: Il Parco del Mare di Rimini: Un esempio d’eccellenza a livello europeo. Qui la riqualificazione del lungomare è stata fatta alzando il livello del suolo per contrastare l’ingressione marina e inserendo sistemi di drenaggio sostenibile (Rain Gardens) che assorbono l’acqua piovana senza allagare le infrastrutture. Rimini ha investito per proteggere, noi abbiamo investito per affondare. Sul fronte delle responsabilità, la giurisprudenza è ormai chiara. In diversi comuni italiani, la Corte dei Conti è intervenuta per contestare il danno erariale ad amministratori che hanno approvato opere palesemente inadeguate al contesto geografico e climatico. Non si può continuare a gettare denaro pubblico in progetti che ignorano la realtà del territorio. La domanda che “Insieme per il Futuro” pone con forza è semplice: perché i soldi dei cittadini devono essere usati per rattoppare opere nate male, invece di investire in una vera messa in sicurezza? Il tempo delle scuse è finito. Santa Maria del Cedro non ha bisogno di “opere improbabili” che diventano trappole di fango, ma di una guida lungimirante che sappia guardare al futuro, proteggendo il presente e rispettando i sacrifici dei contribuenti». È quanto rende noto Biagio Farace (Insieme per il Futuro).

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome qui

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.