QUANDO L’ABUSIVO E’ IL COMUNE DI CATANZARO

Il Codacons "Quando la trasparenza è un optional e l’omertà sistema … non rimane che denunciare"

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Siamo perfettamente d’accordo con l’assessore ai lavori pubblici Franco Longo quando afferma: “No allo sciacallaggio”.
Tuttavia quando la trasparenza diventa un optional e l’omertà assurge a sistema – sostiene Francesco di Lieto del Codacons – non rimane altra via che la denuncia. Su questo, siamo certi, dovrà convenire finanche il nostro assessore.
Non vogliamo insistere sulla triste vicenda del gelido rientro a scuola perché, purtroppo, quanto accaduto (e accade) è sotto gli occhi di tutti.
Prendiamo atto delle scuse profferite a mezza bocca e ci affidiamo alla clemenza del tempo.
Eppure non possiamo dimenticare come “lo sciacallaggio” sia una diretta conseguenza del comportamento illegittimo ed omertoso assunto dall’Amministrazione Abramo.
Un esempio ?
“Caro Assessore, da oltre un anno abbiamo denunciato la misteriosa comparsa di una scala metallica edificata nottetempo sulla già ripida scalinata dell’accesso della scuola Patari-Rodari di Catanzaro”.
Il Codacons aveva formalizzato una istanza di accesso al Comune di Catanzaro per capire chi avesse commissionato e pagato quell’opera.
Avevamo chiesto spiegazioni – continua Di Lieto – trattandosi di opere che vanno ad incidere sulla sicurezza di una scuola e, pertanto, si era chiesto copia, non solo delle autorizzazioni tecnico-amministrative, ma anche del verbale dell’avvenuto collaudo, diffidando il Comune, laddove la realizzazione dell’opera non fosse stata eseguita nel rispetto della normativa vigente ovvero non fosse stata sottoposta a collaudo, all’immediata adozione di tutte le opportune cautele, onde scongiurare qualsiasi incidente.
A febbraio 2018, invece di ottenere risposta (come imporrebbe la legge), quella scala è misteriosamente scomparsa.
Dal comune, caro Assessore, un assordante silenzio.
Sicuramente un episodio poco edificante e che dimostra che quando si vuole si interviene tempestivamente magari per realizzare opere abusive non si basa a spese.
Ma non finisce qui.
Avevamo lamentato, infatti, come, a seguito della rimozione della scala “abusiva”, fosse rimasta una porta che, senza la scala, apriva pericolosamente sul vuoto.
La richiesta era determinata dalla circostanza come dall’interno della palestra fosse possibile, tramite le maniglie antipanico, lanciarsi nel vuoto.
Ulteriore istanza ma, caro Assessore, identico assordante silenzio…altro che sciacallaggio.
Sempre di nottetempo, qualcuno ha provveduto a rimuovere la porta e cementare frettolosamente.
Ciò che rimane oggi sono una parete dell’edificio scolastico martoriata da interventi “abusivi” mentre il rivestimento esterno, rimosso da ignoti… rischia di cadere sui ragazzi.
Ora, caro Assessore, per evitare di urtare la suscettibilità dell’Amministrazione e ricevere accuse di “strumentalizzare” o peggio di effettuare “sciacallaggio”, Le chiediamo – conclude Di Lieto – di rompere il muro di omertà e far chiarezza sui seguenti quesiti:
Chi ha commissionato quella scala ?
Chi l’ha collaudata ?
Chi ha deciso di rimuoverla ?
Quanto è costato questo “giochino” ?
Quando si provvederà al ripristino dell’edificio scolastico ?
Perchè, caro Assessore, vorremmo evitare che quelle mattonelle finissero in testa a qualche passante …

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