Belvedere le schifezze dei tributi non pagati e i privilegi della politica. I silenzi e le responsabilità delle maggioranze e delle opposizioni

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Di Antonello Troya

C’è da farci una inchiesta. Una di quelle che poi le carte arrivano in procura.

Quelle da vedere pubblicati nomi e cognomi di chi ha goduto di tali privilegi e ne ha fatto godere i suoi protetti. Di chi non pagava e se la rideva. E non è detto che non lo faccia. Atteggiamenti, presunzioni politiche che sfilano senza alcuna remora nel corso delle ultime amministrazioni pubbliche.

È chiaro che intendo le amministrazioni Granata e D’Aprile perché sono le ultime che si sono succedute, e che ancora devono chiarire il proprio ruolo in questo “default” delle casse comunali. Lo devono a loro stessi, alla loro onestà intellettuale e lo devono soprattutto ai belvederesi. Dalla lettura delle carte vengono fuori scelleratezze incredibili: bollette non pagate: quando dirigenti e dipendenti facevano i gradassi alle spalle della comunità con cellulari di ultima generazione. Ma dimenticavano di pagare le bollette. Discorso chiuso con la multinazionale. Cause perse per centinaia di migliaia di euro di cui non esiste voce. Vedi l’avvocato che si presenta in Comune e si accorge che dell’importo non c’è traccia. Si, proprio così: passivi, milione più, milione meno, che sono ancora sconosciuti agli uffici. Tributi non pagati, Imu non riscossa. Ignoti che ancora godono (e sarà ancora per poco) del privilegio datogli dal politicante di bassa lega che ha governato (o fatto opposizione) sino ad oggi il paese. Ma ora i soldi devono uscire. Eccome. Di certo il sindaco Vincenzo Cascini non ha alcuna intenzione di accollarsi debiti fatti da Granata e D’Aprile.

E che dire… grazie ai mostri del bilancio, ai Nobel dei numeri che ci hanno governato. Grazie anche a chi, all’opposizione, aveva il dovere di denunciare i fatti e che invece ha goduto, e fatto godere, del silenzio. Di chi faceva finta di difendere gli interessi dei belvederesi e che invece si difendeva i suoi.

Tutti sapevano e nessuno parlava. E ciò negli ultimi venti anni. In questa storia tutti hanno da perdere qualcosa. Soprattutto chi se la rideva alle spalle degli onesti. Rubavano allo Stato ma lo Stato prima o poi chiede il conto.

Le tasse aumenteranno: non ci saranno figli e figliastri. Spariranno quelle intere famiglie completamente ignote al fisco. Rifiuti, acqua, Imu: lacrime e sangue. E non sarà una passeggiata.

Antonello Troya

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